Barcellona sfila contro la paura


TERRORISMO/GRANDE MANIFESTAZIONE IN MEMORIA DEI 15 MORTI, FISCHI AL RE


MADRID. Una folla enorme ha invaso ieri pomeriggio il Passeig de Gracia di Barcellona per la grande manifestazione unitaria contro il terrorismo e in memo- ria dei 15 morti e delle decine di feriti a dieci giorni dagli attentati della Rambla e di Cambrils.

Mezzo milione di persone, secondo la Guardia Urbana, hanno marciato fino a Plaça Catalunya, a pochi metri da dove il furgone bianco del jihadista Younes Abouyaaqoub ha fatto strage di passanti inermi, fra cui tre italiani.

Un solo enorme striscione bianco a lettere nere gridava all’inizio del corteo ‘No Tinc Por’, ‘Non ho paura’, il motto spontaneo venuto dalla folla su Plaça Ca-

talunya già all’indomani degli attentati. Accanto a re Felipe - per la prima volta nella storia della Spagna un monarca ha marciato in una manifesta- zione di popolo - il pre- mier Mariano Rajoy, il presidente catalano Carles Puigdemont, il sindaco di Barcellona Ada Colau, i governi di Spagna e Cata- logna al completo, i lea- der dei partiti politici, i presidenti regionali, in- somma tutto il palazzo del- la politica.

Ci sono voluti un ae- reo speciale da Madrid e poi sette bus per trasportarli tutti al punto di inizio del corteo. Doveva essere una manifestazio- ne unitaria. E lo è stata. Ma ha anche se- gnato l’inizio della fine della tregua scop- piata 10 giorni fa in conseguenza degli attentati fra Barcellona e Madrid sull’in- dipendenza catalana e sul referendum del primo ottobre. Al suo arrivo re Felipe, capo dello Stato spagnolo dal quale vo- gliono separarsi, è stato accolto dagli in- dipendentisti con cori di fischi, ululati e grida di “Fuera! Fuera!”, “Fuori! Fuo- ri!”. Fischi anche per Rajoy, mentre nel- la folla spuntavano centinaia di ‘estella-

das’, le bandiere gialle, rosse e blu del- l’indipendenza catalana. Dopo 10 giorni di collaborazione e strette di mano fra Rajoy e Puigdemont che non si parlava- no da mesi, impegnati nel durissimo brac- cio di ferro per fare - Puigdemont - o im- pedire “con ogni mezzo” - Rajoy - il re- ferendum del primo ottobre, la guerra ri- prenderà lunedì.

Ieri in un’intervista Puigdemont ha già preannunciato la ripresa delle ostilità, ac- cusando Madrid di speculare sulla sicu- rezza per motivi politici in Catalogna. Il 7 settembre è previsto l’inizio del rego- lamento di conti finale. Il parlamento di Barcellona approverà la legge sul refe- rendum, che Madrid dichiarerà illegale e incostituzionale.

Ma Puigdemont andrà avanti comun- que, uscendo dalla “legalità spagnola” in nome di quella “catalana”. Il President ha anche annunciato a sorpresa che mal- grado il veto di Madrid, ha già le 6mila urne del referendum. Insomma, a dieci giorni dalla strage jihadista che ha trau- matizzato la Spagna e il mondo, la vita è tornata quasi normale a Barcellona. E la Catalogna riprende la sua corsa a osta- coli, dalle mille incognite, verso l’indipendenza.


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