Barenboim e Argeric a Berlino


MUSICA/CONTRO LA PAURA, DAVANTI A 16MILA SPETTATORI CON L’ORCHESTRA DEL DIALOGO


BERLINO. Daniel Barenboim sul podio, Martha Argerich al piano, attorno a loro l’orchestra del dialogo fra arabi e israeliani; il tutto davanti a 16 mila spettatori in un anfiteatro immerso in un bosco: alla Wal- dbühne di Berlino è stata una grande sera- ta estiva di musica di Liszt e Wagner, ma anche un un ribadire che la cultura tenta sempre di risolvere i conflitti e un’alzata di spalle di fronte alle inquietudini create dal terrorismo islamico.

L’argentino-israeliano Barenboim ha diretto la “West-Eastern Divan Orchestra”, da lui fondata nel 1999 assieme allo scritto- re palestinese Edward Said per favorire il dialogo fra musicisti provenienti da Paesi e culture storicamente nemiche. I suoi giova- ni componenti “vengono da Israele, dalla Palestina e altri paesi del Medio Oriente”, ha ricordato Barenboim nella brochure del programma.

“Soprattutto in questi tempi difficili, questo è un importante motivo di speranza che dobbiamo sostenere con tutte le for- ze”, ha esortato ancora l’ex direttore musi- cale del Teatro alla Scala.

Il concerto si è aperto con l’esecuzione di un lavoro (“Con brio”) del quarantenne compositore tedesco Joerg Widmann e ha avuto un culmine con l’interpretazione data da Argerich al concerto n.1 per pianoforte e orchestra di Franz Liszt.

La pianista argentina naturalizzata sviz- zera ha concesso un bis eseguito a quattro mani con Barenboim, anch’egli pianista di livello mondiale. Nel suggestivo imbrunire sopra la collina boscosa che fa da sfondo e dà il nome al palcoscenico della Waldbüh- ne alla periferia ovest della capitale tede- sca, Barenboim ha poi diretto quattro brani di Richard Wagner, di cui due dall’opera “Il crepuscolo degli Dei” (il “Crepuscolo mat- tutino e Viaggio di Sigfrido sul Reno” e lasolenne “Marcia funebre”), uno dal “Tan- nhaeuser” (la celeberrima overture) e l’ulti- mo dai “Maestri cantori di Norimberga” da cui è stato tratto uno dei due bis concessi al vastissimo pubblico (16 mila i biglietti venduti secondo quanto ha riferito da un’or- ganizzatrice). Il clima meteorologico era “da birreria all’aperto”, come media tedeschi definiscono cieli quasi sereni e temperatu- re sui 25 gradi e, sull’enorme gradinata, non sono servite le tradizionali copertine e i cu- scini che qualche pessimista aveva porta- to. Anche il clima psicologico sembrava buono nonostante limitanti misure di sicu- rezza: doppio filtro di controlli all’ingresso e divieto di portare zainetti, tablet e altro materiale che rallentasse le perquisizioni. Anche sulla Germania pesa l’allerta ter- rorismo, ma Berlino ha dimostrato di voler vivere comunque alla sua maniera: ad esem- pio ascoltando la musica di un’orchestra che trae il nome dalla raccolta di poesie di Goethe intitolata il “Divano occidentale orientale”, “un lavoro centrale per lo svi- luppo del concetto di cultura mondiale”, come si ricorda in una presentazione del complesso che tornerà a suonare alla Wal- dbühne l’anno prossimo. Una cultura fatta sia di tradizionali bre- zel (le salate ciambelle di pane intrecciato che venivano vendute su carretti o in ce- ste), sia di intelligente ecologismo (resti- tuendo il bicchierone di plastica della birra si recuperava un euro, lasciando pulita la Waldbühne). Barenboim, 73 anni, dal 1992 direttore musicale generale alla Staastoper di Berlino, nel programma ha ricordato che la West-Estern Divan Orchestra sarà in tour al Festival di Lucerna, i Bbc Proms di Lon- dra e a Siviglia.


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