Barzagli rilancia la JUVE



Lo scudetto/Il nerazzurro: “Attaccanti e difensori ci aiutano a non subire gol”


TORINO. La “prova del sei” per la ritrovata solidità bianconera andrà in scena domani a Bologna. Dopo cinque partite senza raccogliere palloni nella propria porta, la Juventus proverà ad avvicinarsi nel migliore dei modi al big match del 23 dicembre con la Roma, pur con una lista di infortunati che sta costringendo agli straordinari lo staff medico. Se Pjanic è completamente recuperato, abile e arruolato per la partita del Dall’Ara, le condizioni di Cuadrado non conciliano la serenità del tecnico: il colombiano dovrebbe aggiungersi, salvo recuperi dell’ultima ora, a Chiellini, Buffon e Lichtsteiner tra gli indisponibili. Ci sarà invece Andrea Barzagli, colonna dello spogliatoio bianconero, vicino al rinnovo di contratto ma non al ritorno in Nazionale: il difensore toscano ha lodato Be- natia, “un difensore al livello di Bonucci”, non risparmiando carezze a Dybala, “ragazzo intelligente che avrà preso positivamente le critiche di Nedved e Buffon”, e individuando nella “ritrovata voglia di soffrire” il fulcro della riscossa bianconera. Tuttavia quando si cerca l’artefice principale del rilancio bianconero, Barzagli non ha dubbi: “Ci ha messo molto del suo Allegri - ha spiegato -, la cosa più importante è che abbiamo ripreso a far fatica, quello che alla fine ti fa vincere le partite e i campionati”. Ecco perché “non subire gol nelle ultime cinque partite è stato fondamentale”, mettere in mostra “il lavoro e il supporto degli attaccanti e dei centrocampisti” ha favorito “anche noi difensori, abbiamo fatto una buona difesa”. La controprova si è avuta “nell’ultima partita con l’Inter, una squadra importante che non è mai riuscita né a crossare né ad avere molte occasioni”. Nessun confronto, “non è che tutte le volte che vanno male le cose si può fare un confronto”, ma “la voglia di tornare ad essere la vera Juventus”. Oltre, naturalmente, alla crescita esponenziale di Benatia, fondamentale per ritrovare la compattezza difensiva. “Final- mente si sta esprimendo al massimo, ha capito l’importanza che ha in questa squadra. Deve essere un punto fermo perché andando via Bonucci ci voleva un altro che fosse dello stesso livello”. Sicurezza ritrovata per Benatia, serenità da ricercare per Dybala: “È un periodo un po’ così, ma lui è molto bravo a capire quindi le parole di Nedved e Buffon le ha prese positivamente. Speriamo che possa scattare qualcosa e lo faccia ritornare a fare quello che ha sempre fatto”. NUOVO ASSETTO - La maturità tattica raggiunta dalla squadra bianconera è all’origine di quella che sembra configurarsi come una svolta senza svolta. Nel senso che non ci sarà un passaggio da un modulo a un altro, ma un’alternanza di sistemi di gioco e delle loro varianti: perché un 4-2-3- 1 con Douglas Costa e Matuidi sulle fasce non è uguale a un 4-2-3-1 con Cuadrado e Mandzukic, quello dell’anno scorso. Quello che difficilmente si rivedrà, almeno a breve, visto che il croato in questa stagione ha sofferto il ruolo di esterno a tutta fascia. Più facile vederlo sì ancora a sinistra, ma in un 4-3-3, come contro l’Inter: con tre centrocampisti che sgravino il lavoro degli esterni offensivi.Esterni che permetterebbero poi un numero infinito di varianti: da un assetto vicino al 4-3-1-2 con Dybala pronto ad accentrarsi e Mandzukic avanzato accanto a Higuain, fino all’impiego di ali classiche come Cuadrado e Douglas Costa. La duttilità del colombiano, poi, permette anche di conservare le “cinque stelle” dello scorso anno senza sfiancare Mandzukic: 3-4-2-1 con Cuadrado esterno di centrocampo e il solito imbarazzo della scelta per il tridente offensivo. Né si deve pensare che il 4-2-3-1 scompaia: proprio la partita di Napoli ha mostrato come il sistema, variando gli uomini, possa ancora essere una soluzione eccellente.


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