Barzagli “Siamo brutti, sporchi e cattivi e io Morata non lo saluterò”



MONTPELLIER.Amici mai.Almeno in campo. Sui social Italia e Spagna lanciano il derby mediterraneo del fair play, ma sul terreno di gioco per l'ottavo di finale che ripropone la sfida infinita tra azzurri e furie rosse sarà altra storia. "Non saluterò Morata, prima della partita", dice con sin- cerità Andrea Barzagli, buttando alle ortiche ricami e merletti sull'amicizia con l'ormai ex compagno di Juve.

"Non ho mai dato credito a chi diceva prima del via che la Spagna non c'era, hanno dimostrato che grande squadra sono nelle prime tre partite - spiega il difensore azzurro, a detta degli spagnoli vera colonna di un'Italia solida e preoccupante - Noi siamo brutti, sporchi e cattivi, ma abbiamo lo spirito giusto per fare un grande ottavo. E statene certi, faremo di tutto per fargli del male". Una sfida dal sapore non solo calcistico, anche se basterebbero i precedenti del genere per accenderla di passione: così Barzagli è certo che l'audience tv sarà ancora altissima: "Siamo partiti tra gli scetticismi, e lo ammetto anche giustificati. Poi abbiamo riacceso gli entusiasmi, non e' facile per una nazionale che spesso viene dopo i club nella passione del tifo. Bello però vedere che abbiamo fatto indossare qualche maglia azzurra in più. Ora ai tifosi italiani posso solo dire che nessuno è spacciato prima di scendere in campo, e sono certo che staranno incollati alla tv in milioni e milioni". Italia-Spagna è anche una sfida psicologica; a 35 anni il difensore che partecipò da riserva al Mondiale 2006

e ora non si sente "inferiore fisica- mente ai ventenni", quanto a espe- rienza ha sicuramente da insegnare: "Morata mi fa i complimenti? Non ci casco, quando ne arrivano troppi sono sospetti. Io in campo non lo saluterò nemmeno - spiega - sono fatto così, non ho amici lì e faccio fatica a salutare chiunque, penso a concentrarmi".

Nel ritiro non c'è stato tempo neanche per una torta a Zaza che fa 25 anni ("gli ho fatto gli auguri a mezzanotte e due, ci teneva perché lo rimprovero sempre", ha detto Barzagli mentre Bonucci twittava il suo bacio alla "boccia folle"), figurarsi se in campo si faranno convenevoli.

"E quanto al fatto che noi difensori e Morata ci conosciamo l'un l'altro, credo che siano più i suoi vantaggi come attaccante dei nostri come difensori...", aggiunge ribaltando il piccolo conflitto della concentrazione. "No, è che lui sa di prendere qual- che scarpata, se passa dalla parte di Chiellini", prova a scherzare Barzagli.

Non scherza per nulla quando parla dello spettro dei rigori: il prece- dente di Euro 2008 e anche quello della Confederations 2013 scotta ancora: "Ci siamo allenati ad affrontarli, anche dal dischetto. A parte i rigoristi hanno provato un po' tutti, con scene brutte...Io? Qualche rigore l'ho segnato in allenamento, ma vi assicuro che in partita è un'altra cosa: vedi il portiere avversario, i tifosi dietro...".

Altro argomento serio, le diffide ("sappiamo che pesano, ma non pos- siamo giocare condizionati: certo e' strano avere 10 ammoniti ed essere

l'unica nazionale con due portieri su tre diffidati") e il futuro: "Non ho cominciato quest'Europeo pensando che avrei potuto smettere dopo, anche perché a 35 anni mi sento migliore e con la voglia di migliorare ogni anno - spiega - Non sono forte come Ramos, Hummels o Boateng, ma gioco in una difesa più forte".

E con un piccolo vantaggio: "Ho vissuto il Mondiale vinto nel 2006, erano altri tempi, altre tattiche, altri giocatori: ma di simile - rivela il difensore - c'è la forza del gruppo, la capacità di andare tutti nella stessa direzione: non è mai stata così forte da allora, anzi nelle ultime occasioni qualcuno andava in direzioni diverse...".

Così l'Italia può provare a far male alla Spagna, avrebbe detto anche Marcello Lippi.


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