Basta rassegnazione al degrado



IMMACOLATA/OMAGGIO DEL PAPA ALLA STATUA DELLA VERGINE IN PIAZZA DI SPAGNA

ROMA. Roma deve sviluppare gli "anticorpi" contro i "virus" che la colpiscono: come l'"indifferenza", la "maleducazione civica", la "paura del diverso", il "conformismo travestito da trasgressione", e soprattutto "la rassegnazione al degrado ambientale ed etico". E' allo stesso tempo un duro atto d'accusa ma anche un'esortazione al riscatto dalle piaghe endemiche della città, da lui puntual- mente enunciate, la preghiera rivolta ieri pomeriggio da Papa Francesco alla Vergine Maria, ai piedi della statua in Piazza di Spagna, nel tradizionale atto di venerazione per la festa dell'Immacolata. Dinanzi alla folla dei romani, ed anche al sindaco Virginia Raggi in fascia tricolore, da lui salutata calorosamente con una stretta di mano e un sorridente scambio di battute, Francesco non ha mancato di prendere di mira i mali della città di cui è vescovo: una città che al suo arrivo quasi 5 anni fa da Baires diceva di conoscere poco, ma che ora mostra di aver inquadrato bene tanto da individuarne i problemi con precisione chirurgica. "O Madre, aiuta questa città a sviluppare gli 'anticorpi' contro alcuni virus dei nostri tempi: l'indifferenza, che dice: 'Non mi riguarda'; la maleducazione civica che disprezza il bene comune; la paura del diverso e dello straniero; il conformismo travestito da tra- sgressione; l'ipocrisia di accusare gli altri, mentre si fanno le stesse cose; la rassegnazione al degrado ambientale ed etico; lo sfruttamento di tanti uomini e donne", ha detto. "Aiutaci - ha proseguito - a respingere questi e altri virus con gli anticorpi che vengono del Vangelo. Fa' che prendiamo la buona abitudine di leggere ogni giorno un passo del Vangelo e, sul tuo esempio, di custodire nel cuore la Parola, perché, come un buon seme, porti frutto nella nostra vita". Il Pontefice ha ringraziato la Vergine per la "costante premura" con cui accompagna il cammino dei romani: "Il cammino di quanti ogni giorno, a volte con fatica, attraversano Roma per andare al lavoro", non ha esitato a sottolineare con chiaro riferimento alle condizioni dei trasporti nella città; ma anche "dei malati, degli anziani, di tutti i poveri - ha aggiunto -, di tante persone immigrate qui da terre di guerra e di fame". "Il Papa ha detto delle parole che secondo me sono rivolte a tutti i cittadini e che noi facciamo assolutamente nostre. La volontà e la capacita di tutti i cittadini di prendersi cura della propria città: questo è quello che dobbiamo fare tutti insieme. E mi sembra che questo messaggio sia più che condivisibile", ha poi commentato Virginia Raggi. Anche per il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, le parole di Francesco richiamano tutti "alla coerenza dei comportamenti". Prima il Papa si era fermato a Santa Maria Maggiore a pregare davanti alla "Salus Populi Romani". E dopo l'omaggio alla statua in Piazza di Spagna, ha proseguito per la vicina Sant'Andrea delle Fratte, pregando dinanzi alla Madonna del Miracolo nel 175mo anniversario dell'apparizione ad Alfonso Ratisbonne: "Che in quel momento da ateo e nemico della Chiesa divenne cristiano", aveva detto rivolto all'Immacolata invitando a "spogliarci di ogni orgogliosa arroganza, per riconoscerci come veramente siamo: piccoli e poveri peccatori, ma sempre tuoi figli".

Ieri all'Angelus, il Papa ha parlato della "piena di grazia" come risposta al mondo "contaminato dal male". Ogni volta che ricono- sciamo Maria "piena di grazia", "le facciamo il complimento più grande, lo stesso che le fece Dio". "Un bel complimento da fare a una signora è dirle, con garbo, che dimostra una giovane età - ha detto Papa Francesco - Quando diciamo a Maria 'piena di grazia', in un certo senso le diciamo anche questo, al livello più alto. Infatti la riconosciamo sempre giovane, perché mai invecchiata dal peccato". Secondo il Pontefice, "c'è una sola cosa che fa davvero invecchiare: non l'età, ma il peccato. Il peccato rende vecchi, perché sclerotizza il cuore. Lo chiude, lo rende inerte, lo fa sfiorire". "Ma la piena di grazia è vuota di peccato - ha aggiunto -. Allora è sempre giovane, è 'più giovane del pe cato', è 'la più giovane del genere umano' (G. Bernanos, Diario di un curato di campagna, II, 1988, p. 175)". Francesco ne ha anche rilevato la mancanza di "esteriorità", la semplicità e l'umiltà, il non contare sulla "apparenza". Maria, infatti, "non era famosa: anche quando l'angelo la visitò nessuno lo seppe, quel giorno non c'era lì alcun reporter".


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