“Bastonano noi e il M5S”



LEGGE ELETTORALE/BERSANI DURO CONTRO “L’INCIUCIONE” DEL ROSATELLUM 2

NAPOLI. Mdp attacca frontalmente il Pd sul tema del modello di legge elettorale, il controverso Rosatellum Bis. Prima Alfredo D'Attorre, poi Pierluigi Bersani, ma anche Federico Fornaro accusano aperta- mente il partito di Matteo Renzi di volere questa riforma per annientare chi è contrario alla sua approvazione, cioè Mdp e M5s. E conseguentemente di voler fare un enorme regalo alla destra.

"Ormai è chiaro - affonda D'Attorre alla festa di Mdp di Napoli - che il Rosatellum ha due obbiettivi, colpire il M5s e noi di Mdp. Se si andasse a votare con il Rosatellum si consumerebbe uno strappo gravissimo. Non solo è chiaramente inco- stituzionale, ma - sottolinea - questa legge

rappresenta anche un gigantesco regalo al centro- destra". Durissimo anche Pierluigi Bersani. "Chi non sta nell'inciucione di que- sta legge elettorale - afferma da Reggio Emilia - deve essere bastonato: e il sospetto che dobbiamo es- sere bastonati noi e i gril- lini è più che legittimo. Se c'è da cercare un voto per la legge di stabilità - la- menta l'ex segretario del Pd - vengono da noi di Mdp, sulla legge elettorale invece vanno da Verdini e questo vuol dire qualcosa".

Questa legge "è un fratellino minore del Porcellum" taglia corto il senatore Federico Fornaro. Mentre il ministro Martina difende il Rosatellum e dice chiaramente che aiuterebbe il Pd a restare "il perno dello schieramento di centrosinistra. Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato, dalla festa Mdp di Napoli, nega pacatamente che il Rosatellum sia incostituzionale rifacendosi a un commento del costituzio- nalista Valerio Onida. A suo giudizio, la priorità è approvare una legge in grado di evitare il rischio di andare a votare con i due 'Consultellum'. "Non abbiamo ancora tanto tempo a disposizione" e "serve buona volontà da parte di tutti per fare una legge", osserva. "Il Rosatellum forse è migliorabile in Parlamento, ma è di gran lunga migliore delle due leggi che sono uscite dalle sentenze della Corte".

Sulla stessa linea, anche Renato Brunetta, capogruppo FI alla Camera, che sempre sul palco del Chiostro di Santa Chiara, smen- tisce che la legge sia contro la Carta, come sostenuto da Massimo D'Alema: "Lui non è un costituzionalista. La sua è un'opinione po-itica, non pregnante dal punto di vista tecnico. Non fare la legge - prosegue - sarebbe il massimo incentivo all'antipolitica, vorreb- be dire che il Parlamento non conta nulla".

E intanto nasce l'asse Pd-FI contro l'emendamento del M5S contro Berlusconi. Luigi Zanda e Renato Brunetta sono d'accordo in- fatti anche nel bocciare l' emendamento del M5s che nega a chi è incandidabile la possibilità di diventare premier. Norma ormai nota come "anti-Cav".

"Sono da sempre contrario - afferma Zanda - a norme rivolte in modo punitivo a un singolo, ad personam, a maggior ragione quando si tratta di un avversario politico". Parole accolte con soddisfazione da Renato Brunetta: "Fa piacere leggere questa dichia- razione dal Presidente dei senatori Pd. E' un atto tardivo ma comunque apprezzabile, an- che ricordando l'atteggiamento del Pd nei giorni dell' estromissione di Berlusconi dal Parlamento. Meglio tardi che mai", conclude.


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