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Battute finali per Psa-Opel, grandi manovre politiche




Tavares vedà Sapin e May. I giganti dell’auto guardano a nuovi scenari

TORINO. La trattativa tra General Motors e Psa Peugeot-Citroen sembra alle battute finali e non è escluso che entro la settimana possa essere firmato l'accordo per la cessione di Opel ai francesi. Giovedì a Parigi è prevista la conferenza di Psa sui risultati 2016 e subito dopo - sostengono gli operatori del settore - potrebbe arrivare l'annuncio dell'intesa. Sono ore di grande fibrillazione nel mondo politico. L'amministratore delegato del gruppo Psa, Carlos Tavares, che ha già incontrato il primo ministro Bernard Cazeneuve, vedrà domani mattina il ministro dell'Eco- nomia francese Michel Sapin. In settimana Tavares in- contrerà anche il premier britannico Theresa May. Giovedì invece si vedranno la ministra tedesca dell'Economia, Brigitte Zypries e Sapin: anche se l'incontro era previsto da molto tempo per parlare 'dei rapporti economici tra la Germania e la Francia su ampia base', al centro del confronto ci sarà sicuramente la trattativa tra General Motors e il gruppo auto-mobilistico francese. La vicenda Peugeot-Gm rimette in moto il settore auto a livello mondiale. Un nuovo round di consolidamento sembra alle porte. L'annuncio della trattativaha riportato in primo piano il risiko delle alleanze e, in particolare, l'ipotesi di fusione tra Gm e Fca, da oltre un anno caldeggiata da Sergio Marchionne e sempre bocciata da Mary Barra. Voci apprezzate a Piazza Affari dove il titolo del gruppo italoamericano ha chiuso in crescita dell'1,41%. L'amministratore delegato di Fca è un convinto sostenitore della necessità di aggregazioni nel settore auto. Il colosso di Detroit senza Opel eliminerebbe una fonte di perdite e sarebbe un partner ancora più adatto perché si ridurrebbero le sovrapposizioni in Europa e quindi il rischio di tagli. Per Gm un accordo significherebbe il mantenimento di un presidio in Europa, dove Fca continua a crescere. Un'eventuale aggregazione tra la prima e la terza casa auto degli Usa implicherebbe però una sovracapacità produttiva negli impianti americani, ipotesi sicuramente non gradita al presidente Donald Trump. A Bruxelles va avanti intanto la trattativa sulle omologazioni auto. "L'Italia - ha spiegato il sottosegretario Sandro Gozi - farà valere il fatto che bisogna valutare anche le differenze tra i Paesi nelle autorità e nei soggetti che procedono nelle omologazioni in quanto alcuni hanno un sistema privato, altri uno pubblico come l'Italia, quindi occorre tenere conto delle differenze".


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