Bekaert/Di Maio: nuovi investimenti e ingresso di Invitalia



Con il decreto Dignità - ha detto il vicepremier - mai più delocalizzazioni, lo Stato è con voi

FIGLI NEVALDARNO(Firenze). "Sono ottimista, possiamo trovare investitori che assicurino lavoro e continuità produttiva", "stiamo pensando all'in- gresso di Invitalia, alla compartecipazione di uno strumento che è dello Stato, insieme a un investitore privato": parola di vicepremier. Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, si è rivolto così agli operai della Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), che ieri lo hanno accolto tra loro al suon di 'bravo' e applausi. "Lo Stato è con voi" ha detto il vicepremier ai lavoratori dello stabilimento che produce steel cord (rinforzi in acciaio per pneumatici): da ieri gli operai presidiano i cancelli dell'azienda, chiusa questo mese per ferie. Davanti alla loro fabbrica citrascorreranno il Ferragosto e le loro vacanze, per non correre il rischio che durante la pausa estiva i macchinari dello stabilimento possano essere trasferiti. Il 22 giugno scorso, come un fulmine a ciel sereno, la direzione della multinazionale belga Bekaert Group ha annunciato la decisione di cessare le attività nella fabbrica di Figline, acquistata nel 2014 da Pirelli, con il conseguente licenziamento dei 318 lavoratori, per poi trasferire, secondo i sindacati, la produzione nell'est Europa, probabilmente in Romania. I licenziamenti, inizialmente annunciati per i primi di settembre, sono intanto slittati al 3 ottobre. "La questione Bekaert è la fiera delle ingiustizie - ha detto Di Maio -, l'azienda è venuta 3- 4 mesi fa al ministero dicendo che andava tutto bene, che stavano facendo investimenti, poi annuncia che chiude e se ne va in un altro paese": "Questa vertenza nasce dall'egoismo di chi crede di venire in Italia, starci quanto vuole e poi andare via". Con il Decreto dignità appena approvato, ha assicurato il vicepremier, non ci saranno più delocalizzazioni: "Non potrà più accadere ad altri lavoratori che una multinazionale cessi di colpo l'attività e lasci tutti per la strada", ha detto, perché "se te ne vai ti prendi una penale pari a quattro volte quello che hai preso, e ci rendi tutto quello che ti abbiamo dato". Per il ministro del Lavoro e del Mise, il rammarico è che "le leggi in Italia non sono retroattive, e Bekaert ha annunciato la chiusura prima" dell'entrata in vigore della legge. Entusiasmo tra i lavoratori quando Di Maio ha annunciato di voler ripristinare la cassa integrazione per cessazione. "Il Jobs act l'ha eliminata, e questo è un fatto gravissimo - ha detto -. E' un tema da affron- tare con urgenza con un decreto legge. Al rientro dalla pausa del Parlamento ci si può lavorare velocemente".


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