Biden pronto a correre per il 2020


L’EX VICE PRESIDENTE SCALDA I MOTORI: POTREBBE LANCIARE LA CAMPAGNA AD APRILE

WASHINGTON. L’ex vice presidente Joe Biden è pronto a scendere in campo per la Casa Bianca al 95% e potrebbe lanciare la sua campagna all’inizio di aprile, mettendo fine al maggiore interrogativo delle primarie dem dopo la rinuncia annunciata nei giorni scorsi da Hillary Clinton e dall’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, cui ieri si è aggiunta quella del senatore dell’Ohio Sherrod Browm.

Lo scrive il New York Times, raccontando come Biden stia scaldando i motori. Il suo stratega Steve Ricchetti ha già informato alcuni aspiranti candidati dem. I suoi collaboratori hanno cominciato ad offrire posizioni per la campagna elettorale a strateghi di esperienza e stanno cercando un quartier generale inDelaware(lostatodiBiden)ovicino a Philadelphia. La sua famiglia è d’accordo e sua moglie Jill è entusiasta.


Biden inoltre avrebbe contatto alcuni democratici influenti, inclusi donatori del partito, membri del Congresso e alleati negli stati dove partono le primarie per ottenere il loro sostegno. E una colonna dei sindacati, la International Association of Fire Fighters, è pronta a supportarlo.

“C’è ancora un elemento cruciale in sospeso: il pieno e definitivo consenso dello stesso Biden”, scrive il quotidiano. I dubbi sono legati al timore di attacchi alla sua famiglia e in particolare a suo figlio Hunter, 43anni, un avvocato e lobbista separatosi recentemente dalla moglie - che lo ha accusato di spendere soldi in droga, alcol e prostitute - e impegnatosi in una relazione con la vedova di suo fratello Beau, morto di cancro.

‘Uncle Joe’, come lo chiamano i suoi fan, vuole inoltre essere sicuro di vincere la nomination. I pro sono la sua esperienza e la sua notorietà, che lo renderebbero subito il front runner, come confermano tutti i sondaggi. Avrebbe anche il vantaggio di essere, per ora, l’unico candidato moderato in un parterre dominato da concorrenti progressisti.


Remano contro l’età (76 anni), le sue leggendarie gaffe e il fatto di essere un uomo bianco in un partito sempre più giovane, femminile, ‘coloured’ e schiacciato a sinistra. E’ vulnerabile anche al movimento #Metoo per non aver difeso adeguatamente come ex presidente della commissione Giustizia del Senato Anita Hill, la donna che 28 anni fa accusò di molestie il giudice designato alla Corte Suprema Clarence Thomas. Intanto a più di un anno dai primi dibattiti tv tra i candidati per la Casa Bianca è guerra di veti incrociati sulle emittenti.

Il partito democratico ha annunciato che non chiederà a Fox News di condurre nessuno dei suoi dibattiti per le primarie dopo che il New Yorker ha svelato i profondi legami fra Donald Trump e la rete di Murdoch, mettendo in discussione la capacità del network di essere “neutrale”.

Immediata la replica del tycoon: “I democratici hanno appena impedito a Fox News di tenere un dibattito. Bene, penso che farò la stessa cosa con i network Fake News e con i democratici della sinistra radicale nei dibattiti delle elezioni generali!”,ha twittato, mentre arrivava la notizia che il suo ex avvocato Michael Cohen ha fatto causa alla Trump Organization per il mancato pagamento di 2 milioni di dollari di onorario.

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