Bimbo ritrovato dopo 5 anni


IN CROAZIA. LA MADRE L’AVEVA RAPITO PER FARE DISPETTO AL MARITO: ARRESTATA


TORINO. Era sparito nel nulla un giorno d’aprile di 5 anni fa, portato via dalla madre croata per fare un dispetto a quell’uomo - il padre - da cui si stava separando. Un vero e proprio rapimento, di quelli che difficilmente hanno un lieto fine. E invece Cesare Avenati potrà riabbracciare il papà Alessandro, che in tutto questo tempo non ha mai smesso di cercarlo. La mamma croata si è consegnata alla polizia di Spalato - dove era fuggita - che l’ha arrestata per sottrazione di minore. Il bimbo si trova ora con i nonni materni e potrebbe tornare in Italia in tempo per il suo compleanno, tra un paio di settimane.Il dramma di Alessandro Avenati, imprenditore del settore auto residente a Moncalieri, nel Torinese, inizia con un sms. Nina, la compagna da cui si sta separando, gli comunica l’intenzione di non tornare a casa per il pranzo. Ha portato Cesare, il loro bimbo di un anno e mezzo, in una cascina a vedere gli animali. Una scusa, perché in realtà è già all’aeroporto di Caselle, su un aereo diretto in patria. La sera, sempre al telefono, la donna gli rivela che non ha alcuna intenzione di tornare a casa. “E mi cade il mondo addosso”, ricorda Alessandro Avenati. Assistito dall’avvocato Gabriella Vo- gliotti, il papà inizia la sua battaglia più difficile. Denuncia al ministero la sottrazione del figlio, poi fa causa al Tribunale dei Minori di Torino, prima tappa di una infinita guerra a colpi di carte bollate. La giustizia italiana gli dà ragione, Cesarino deve tornare a casa, ed anche il tribunale croato ne ordina il rientro in Italia. E’ il 27 luglio 2012, l’ultima volta in cui Alessandro vede suo figlio. “Mi guarda e mi dice: ‘non hai un altro bambino per giocare?’. Gli rispondo di no, che il mio bambino è lui e a quel punto mi chiede: ‘quando mi porti a casa?”. A Spalato, dove il bimbo vive con la madre, l’ufficiale giudiziario trova solo i genitori di lei. Dicono di non sapere dove sia- no e per Alessandro Avenati il calvario continua, tra viaggi nei Balcani, avvocati stranieri e agenti privati. Per ritrovare il figlio spende una fortuna senza risultati e a un certo punto gli consigliano persino di rinunciare. L’ex compagna - dicono - ha dalla sua gli ustascia, gruppo ultranazionalista

molto potente. Papà Avenati non si arrende: bussa alla porta delle redazioni di giornali e tv, carte

alla mano e modi di fare sempre gentili, e invade i social di appelli. Allo stadio, per le partite del Torino di cui è tifosissimo, in curva c’è sempre lo striscione “torna a casa Cesare”, perché “tutti devono sapere - dice - che Cesarino deve tornare a casa”. I mesi passano, arriva qualche problema di salute, ma questo padre “non molla anche se convalescente”. E il grande amore per il figlio, alla fine, viene premiato. “Ho avuto la notizia ieri pomeriggio. Sono ancora confu- so, ma felice”, si limita a dire per l’emozione. “Non so ancora quando potpotrò riabbracciarlo, ma sono felicissimo...”


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