Bologna, scontri di piazza



BOLOGNA. Pomeriggio di barricate, caos e scontri nelle vie universitarie di Bologna. Ad un anno dalle contestazioni a Scienze politiche contro le lezioni del professorAngelo Panebianco e alcune settimane dopo i ripetuti tafferugli per i prezzi della mensa dell’ateneo, il nuovo oggetto della protesta degli studenti antagonisti della città delle Due Torri è diventata da alcuni giorni l’installazione di tornelli all’ingresso della biblioteca di Discipline umanistiche, in via Zamboni 36.

Battaglia iniziata da un manipolo di persone, salita di tono e nei numeri quando l’occupazione della biblioteca è stata sgomberata dalla polizia e sono seguite cariche in serie e lanci di oggetti in strada verso polizia e carabinieri, con il corteo che sembrava non averne mai abbastanza.

I tornelli nella sala studio sono in sostanza ritenuti da chi protesta - ieri c’erano circa duecento persone - una limitazione inaccettabile piazzata all’ingresso dei locali universitari. Per questo da qualche giorno sono nel mirino e mercoledì sono stati fisicamente smontati dai “ragazzi del 36”, come si sono definite le sigle studentesche guidate dal collettivo Cua, il più attivo nel trovare nuovi pretesti di lotta.

Il gesto di mercoledì ha portato ad “arricchire” il curriculum di denunce dei protagonisti, segnalazioni già arrivate in Procura che però non hanno impedito ieri un nuovo assalto quando l’edificio è stato trovato chiuso: alcuni studenti sono entrati nel palazzo dal retro verso le 14.30 e hanno aperto le porte, dando vita ad un’occupazione.

Mentre però i giovani attendevano di incontrare rappresentanti dell’università per trattare, dall’Ateneo è partita la richiesta alla Polizia di intervenire: l’edificio è stato allora sgomberato da Digos e agenti in assetto antisommossa, nonostante tavoli e sedie posti come barriere. Ed è cominciata la sfida in strada, con un lancio di pietre e di bottiglie di vetro contro poliziotti e militari e cariche in risposta.

Il momento di maggiore tensione è arrivato alle 19 in piazza Verdi, luogo simbolo della movida universitaria: lì si sono radunati gli attivisti e hanno raccolto bancali, transenne e rovesciato campane del vetro per armarsi.

Quando il gruppo si è diretto verso i blindati posti a difesa del civico 36, è partita una lunga carica che, avanzando per circa 200 metri, ha disperso i manifestanti che hanno continuato a lanciare vetro, poi anche tavoli e sedie dei locali della piazza, infine liberata ma trasformata in un cimitero di cocci. Lì, dove fino ad un attimo prima

in tanti facevano l’aperitivo davanti al teatro comunale e poi si sono rifugiati nei locali. Alcuni giovani sono stati trattenuti per essere identificati, poi rilasciati.

Sono seguite altre scaramucce nei vicoli, poi il gruppo si è nuovamente riunito e in corteo ha raggiunto piazza Nettuno, centro di Bologna, dove la manifestazione si è conclusa. Ma con l’annuncio che oggi si replicherà.


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