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Bolsonaro spaventa Battisti



BRASILE/SE VINCERÀ IL BALLOTTAGGIO, RISPEDIRÀ IN ITALIA L’EX TERRORISTA ROSSO

ROMA. L’Italia torna all’attacco per riprendersi Cesare Battisti dal Brasile. Lunedì il governo inoltrerà una nuova istanza di estradizione, nel giorno in cui potrebbe esserci un nuovo presidente, Jair Bolsonaro, che si è più volte detto favorevole a cacciare l’exterrorista.Lapartita,però,èancora nella mani dei giudici sudamericani, che devono chiarire se il capo dello Stato abbia o meno il potere finale sulla procedura. In Brasile tutto è pronto per il ballottaggiodelleelezionipresidenziali di oggi. Al netto di sorprese Bolsonaro, candidato di estrema destra, dovrebbe prevalere sul rappresentante della sinistra orfana di Lula, Fernando Haddad, che arriva al voto con almeno 12 punti di svantaggio, anche se in buon recupero rispetto ai 20 punti della settimana scorsa. In Italia l’esecutivo giallo-verde guarda con molta attenzione a quanto succede oltreoceano. La Lega vede in Bolsonaro un nuovo protagonista della scena internazionale in grado di portare avanti istanze affini. Lo stesso gurudelladestraoltranzistaamericana edexideologodiDonaldTrump,Steve Bannon, sottolinea che Bolsonaro, Salvini e il presidente Usa sono i “protagonisti della nuova politica”. Salvini e Bolsonaro si sono scambiati complimenti diverse volte eancheieriilvicepremierharinnovato il suo appoggio al collega brasiliano. Tanto più che quest’ultimo - ha twittato il leader leghista - gli “ha garantito che restituirà all’Italia il terrorista rosso Battisti, da sempre protetto dai politici e dagli intellettuali di sinistra di mezzo mondo”. Così a Roma ci si prepara a fare una nuova mossa. E su impulso del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a quanto si apprende, gli uffici di Via Arenula sono già pronti ad inoltrare una nuova richiesta di estradizione per Battisti, che dovrebbe partire lunedì. Un’iniziativa che segue all’intensificazione dei contatti con gli ufficigiudiziariinquestiultimimesi.E lo stesso Guardasigilli è pronto a compiere tutti gli ulteriori eventuali passi necessari. Bolsonaro, diplomato all’accademia militare e con una reputazione da sergente di ferro, in campagna elettorale ha promesso che chiuderà in modo netto la stagione della sinistra al potere. Cancellando, tra le altre cose, la rete di protezione di cui ha goduto l’ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo. Protezione garantita dai tempi del ‘presidente operaio’, Inacio Lula da Silva, che il 31 dicembre 2010 gli concesse asilo politico, come ultimo atto del suo mandato. Tuttavia, non è detto che basti Bolsonaro per sbloccare il lungo contenziosoconl’Italia.Finora,infatti, non è stato ancora chiarito a chi spetti l’ultima parola, tra la politica e la magistratura brasiliane. Lo scorso marzo, la procuratrice generale Raquel Dodge aveva stabilito che la decisione finale sull’estradizione spettasse al capo dello Stato. Ma l’attuale presidente, il centrista Michel Temer, pur dichiarandosi favorevole all’estradizione, ha rinviato la palla nell’altro campo, chiedendo alla più alta corte, il Supremo Tribunale Federale, se il presidente abbia effettivamente questo potere. Nel frattempo, sono passati otto mesi. E Battisti, che tra l’altro rischia una condanna anche in Brasile per traffico di valuta, resta a piede libero.


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