Bombe sulle scuole in Siria


ISIS/ENNESIMA STRAGE DI BAMBINI, FONTI LOCALI ACCUSANO LE FORZE RUSSE


BEIRUT. Un'altra strage di bambini in Siria. Due scuole e altri edifici civili sono stati colpiti da raid aerei nel nord-ovest del Paese, in un'area fuori dal controllo delle forze lealiste. Secondo fonti locali, sono stati compiuti da jet russi. Il bilancio provvisorio - i soccorritori stanno ancora scavando tra le macerie - è di 22 persone uccise, tra cui 14 minori e una donna. Secondo fonti mediche locali e secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), tra i minori ci sono numerosi bambini, studenti delle due scuole prese di mira dai bombardamenti. Questo mentre l'altra guerra siriana, quella combattuta contro l'Isis nell'est del Paese, ha registrato l'annuncio da parte del segretario alla Difesa americano Ash Carter che "nelle prossime settimane comincerà" la più volte annunciata offensiva su Raqqa, roccaforte jihadista e retrovia siriana dello Stato islamivo sotto pressione a Mosul, suo bastione nel nord dell'Iraq. Sull'offensiva di Raqqa rimangono però diverse incognite, prima fra tutte il ruolo della Turchia in un'area considerata sotto l'influenza del Pkk siriano e dei suoi padrini, gli Stati Uniti. Ankara ha annunciato più volte di voler giocare le proprie carte anche sul fronte di Raq- qa, oltre che su quello di Mosul. Ma in entrambi i casi, appare più facile sconfiggere militarmente l'Isis sul terreno che non metter d'accordo i presunti liberatori sulla spartizione del ghiotto bottino. Nel conflitto intestino siriano, in cui la Russia sostiene apertamente il governo di Damasco e le milizie filo-iraniane provenienti da Iraq, Libano e dall'Asia Centrale, si è ieri consumato l'ennesimo dramma con protagonisti le categorie più vulnerabili di una popolazione stremata da più di cinque anni di violenze. Diversi raid aerei hanno raso al suolo diversi edifici civili, tra cui due scuole, a Hass, località a sud di Idlib, capoluogo della regione in larga parte controllata da miliziani anti-regime, tra cui figura l'ala qaidista siriana. Da quando è terminata lunedì scorso la "pausa umanitaria" annunciata unilateralmente da Mosca su Aleppo est, sono ripresi intensi i bombardamenti aerei nella regione di Aleppo e in quella vicina di Idlib. Eventi che hanno anche un riflesso sulle dinamiche internazionali tra la Nato e la Russia. Mosca ha annunciato l'invio nel Me- diterraneo orientale, a largo delle coste siriane, della portaerei Kuznetsov. E anche se questa mossa è definita da analisti russi come uno "spot pubblicitario" che non influirà sugli equilibri della guerra siriana, l'Alleanza atlantica oggi ha espresso preoccupazione per un possibile "aumento degli attacchi" russi in Siria. "Il sostegno della Russia al regime di Assad è profondamente preoccupante", ha detto ieri il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. "La Russia ha ripreso i bombardamenti di Aleppo, esacerbando una catastrofe umanitaria. Chiedo a Mosca di mostrare un vero sforzo per restaurare la tregua e permettere l'accesso umanitario ad Aleppo", ha aggiunto Stolenberg. Intanto, da oggi e fino a sabato il ministro degli Esteri siriano Walid al Muallim sarà a Mosca per incontrare i rappresentanti russi, tra cui il collega Seghiei Lavrov. L'abbraccio del Cremlino alla Siria go- vernativa è sempre più stretto.


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