Borsa in tensione per il voto


REFERENDUM/BANCHE NELLA TEMPESTA, PESA LO SPREAD, ALLARME SE VINCE IL NO


MILANO. Piazza Affari in caduta, banche nella tempesta e Mps ancora sui minimi, mentre lo spread risale ai livelli del 2014: è la foto con la quale i mercati hanno aperto l’ultima settimana prima del voto al refe- rendum costituzionale.

Il Financial Times intanto alimenta le apprensioni degli investitori con un ‘allar- me’ sull’Italia: in caso di vittoria del ‘no’ il 4 dicembre, ha scritto domenica online ri- badendolo in prima pagina, ben otto ban- che italiane saranno a rischio fallimento. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha provato a gettar acqua sul fuoco: “Le banche citate sono casi ben noti, non c’è notizia - ha commentato -. Sono casi di- versi da trattare con prospettive diverse”.

E non ha risparmiato una stoccata: “E’ un articolo che mette insieme tante cose e forse era lunedì e non avevano altro da dire”. Ma la Borsa ha picchiato comunque duro: a Milano il Ftse Mib ha perso l’1,81%, facendo di Piazza Affari la peggiore in Euro- pa. Mps ha perso ben il 13,8%, nonostante il via li- bera di Generali alla conver- sione dei bond, primo vero impegno sulla ricapitalizza- zione a Siena.

Le vendite non hanno poi risparmiato l’altra ban- ca quotata ‘a rischio’ per l’Ft: Carige, che ha finito col perdere il 9,3%. Unicredit ha perso il 4,5%, Bper il 6,6%, Banco Popola- re e Bpm il 5%. “Un mare agitato”, ha com- mentato Padoan, “ma il cielo azzurro tor- nerà”. Il differenziale dei Btp sui Bund te- deschi si è allargato fino a 192 punti base e ai massimi dal marzo del 2014, per poi chiudere a 186 punti base. Il Tesoro, co- munque, ha collocato tutti i 6 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti in asta in gior- nata, con tassi in crescita (il rendimento medio è salito a -0,199% dal minimo stori- co di -0,295% del collocamento di ottobre). Il presidente della Bce Mario Draghi

ha intanto escluso misure speciali per gli istituti italiani, in vista del referendum. La questione, ha spiegato, “è fuori dalle no- stre competenze”, “ci sono regole e diret- tive Ue in piedi” in proposito. “Il miglior

contributo che la Bce possa dare è assicu- rare che la supervisione e la regolamenta- zione sia ben concepita e attuata”, ha chia- rito Draghi.

L’Ocse intanto si è pronunciata a fa- vore del ‘sì’ al referendum, segnalando i progressi del governo sulle riforme strut- turali: la riforma costituzionale, ha soste- nuto, “sarà un passo in avanti nel proces- so di riforme e rafforzerà la governance politica ed economica” dell’Italia, ha scrit- to nell’ ‘economic outlook’ di novembre.

Quanto all’intenzione del Governo di negoziare con la Ue un margine di mano- vra di bilancio dell’ordine dello 0,4% in- vocando circostanze economiche eccezio- nali “è globalmente appropriato”.

Tornando all’Ft, secondo il quotidia- no della City in caso di vittoria del ‘no’ sarebbero a rischio oltre a Mps e Carige anche Popolare di Vicenza, Veneto Banca

e le quattro ‘Good bank’ salvate un anno fa. L’Ft ipotizza in particolare che con una vittoria del ‘no’ fallisca il salvataggio di Montepaschi innescando un crollo di fi- ducia, arrivando perfino a minacciare l’au- mento di capitale di 13 miliardi di euro di Unicredit. Sul fronte delle ‘good bank’, comunque, va segnalato che l’8 dicembre si terrà il supervisory board della Bce e in quell’occasione potrebbe arrivare il via li- bera all’acquisizione di tre degli istituti da parte dell’Ubi (Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche).

L’operazione potrebbe così venir si- glata entro fine dicembre, mentre per ave- re tutte le autorizzazioni e arrivare al clo- sing saranno necessari altri due o tre mesi. Cariparma resterebbe intanto in predicato per CariFerrara, ma su questo fronte sem- bra sia da registrare una prudenza crescente.


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