Bracciano, i vampiri del lago


ROMA. Recuperare è la parola d’ordine per sconfiggere la più grande crisi idrica di Roma. Recuperare con “piccoli gesti quotidiani” preziosi litri d’acqua. Recuperare tutte le autobotti, per ora circa 50, recuperare e riattivare piccolevecchiecisternenegliospedali. Il tutto perché, probabilmente, lunedì - giorno in cui è previsto il grande rientro dalle ferie - parte la riduzione controllata delle pressioni della rete idrica nelle ore notturne in 90 zone di Roma e a Fiumicino decisa dall’Acea.

Chi rischia di più sono soprattutto i cittadini che vivono agli ultimi piani e nelle zone “idraulicamente più sfavorite” che di notte rischiano di rimanere senz’acqua. Recuperata ieri anche l’acqua prelevata illegalmente dal lago di Bracciano da parte di 20 privati, tutti indagati. I carabinieri del Noe ieri hanno, infatti, sequestrato 20 pompe idrauliche collocate nei territori dei comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano che aspiravano acqua senza autorizzazione.

La stessa Acea negli ultimi mesi, come ha ricordato il presidente di Acea Ato 2 Paolo Saccani, è intervenuta 1.300 volte per tappare le falle di 4.700 chilometri di tubi. Ed ha “recuperato” tra i 500 e i 600 litri al secondo.


Tutto potrebbe cambiare se Giove Pluvio finalmente decidesse di mettersi “al lavoro”sulla Capitale.

I metereologi annunciano la fine dell’estate e precipitazioni tra giovedì e martedì su tutta l’Italia.

Fino a ieri la situazione è stata ben diversa come illustrano dati forniti dal presidente di Coldiretti Roma e Lazio David Granatieri che parla di “otto mesidisiccità”con“precipitazioni che sono diminuite sensibilmente non solo nei mesi estivi:-74%agiugno,-66%a luglio, -82% ad agosto, ma fin dall’inizio del 2017".

Siccità, spiega, che “ha messo in ginocchio l’agricoltura, creando danni per oltre 200 milioni di euro nel Lazio”. Ed anche da Fabio Tortorici, presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi non arrivano notizie confortanti. A suo dire se scatterà la misura notturna ci sarà un “rovescio della medaglia: un decadimento della qualità dell’acqua”.

E’ quindi “sconsigliabile - sostiene - usare la preziosa risorsa (pagata dagli utenti come potabile) a scopo igienico sanitario”. Dopo la richiesta fatta lunedì dal ministro Beatrice Lorenzin all’Acea di tutelare gli ospedali romani, i tecnici dell’azienda hanno inserito nelle reti idriche degli ospedali dei pressometri per il monitoraggio, appunto della pressione dell’acqua, così da poterla tenere sotto controllo dalla centrale operativa, come nel caso del Sandro Pertini. Il Policlinico Gemelli disporrà di serbatoi-polmoni e si avvarrà di 15 autobotti,ilPoliclinicoUmbertoIha riattivato vecchi depositi d’acqua interni, mentre laAsl 1 (dove ricadono altri tre ospedali) in caso di necessità si servirà di autobotti.

I due principali protagonisti, la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, questa volta tacciono, a parlare è l’assessore alle Infrastrutture Fabio Refrigeri limitandosi a un secco: “La Regione Lazio segue con grandissima attenzione la situazione, la crisi idrica di Roma, lo diciamo da mesi, è molto seria”.

Si esprimerà sabato una delegazione provinciale di Noi con Salvini per una protesta simbolica a Bracciano per dire no al razionamento dell’acqua a Roma e Fiumicino. Roma, città dai 16 acquedotti,dicui11diepocaromana, aspetta la pioggia.


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