Briatore, yacht e tangenti



MAZZETTE A UN FUNZIONARIO DEL FISCO (ARRESTATO) PER RIAVERE L’IMBARCAZIONE

GENOVA. Grazie a Flavio Briatore (nella foto Ansa) il resort in Kenya dell’ex direttore dell’Agenzia delle entrate di Genova, Walter Pardini, sarebbe entrato nel circuito dei vip. In cambio, il manager avrebbe chiuso la sua “vertenza” col Fisco conunarelazioneincuivenivamessa in discussione la decisione del giudice di primo grado da fare valere in appello e ottenere una assoluzione. Una corruzione vera e propria oltre che un tentato depistaggio, secondo la procura e il giudice per le indagini preliminari, che ha disposto gliarrestidomiciliariperPardinieper ilcommercialistadiBriatore,Andrea Parolini, del noto studio Maisto di Milano. Due funzionarie del Fisco, Elena Costa e Claudia Sergi, sono state interdette per un mese dalle loro funzioni. Briatore è indagato per corruzione e nei prossimi giorni potrebbe comparire davanti ai pubblici ministeri per essere interrogato. L’indagine del primo gruppo della Guardia di finanza, agli ordini del colonnello Ivan Bixio, era partita due anni fa, subito dopo l’arresto in flagranza di Pardini mentre riceveva una mazzetta da 7.500eurodaunasocietàdivigilanza campana, vicenda per cui è stato condannato con rito abbreviato a sei anni. Da lì si scopre che l’ex direttore delle Entrate aveva più volte ottenuto mazzette e favori in cambio di gestioni “agevolate” delle pratiche col Fisco. E’ tra queste pratiche che spunta anche quella con Briatore.

Il top manager, secondo il gip, è un personaggio “arcinoto alle cronache mondane, indubbiamente scaltro e spregiudicato”. “Briatore - prosegue il gip - ha accettato l’accordo correttivo su suggerimento dei suoi avvocati penalisti facendosi promotore in prima persona delle iniziative dell’indagato (Parolini)”. Lo stesso commercialista viene descritto, per sua stessa ammissione, come uno che agisce “con una certa ‘disinvoltura’ per avvantaggiare i propri clienti con transazioni sotto soglia oppure imputando alcune imposte a interessi. In altre occasioni, si è fatto promotore di attestazioni non corrette ma che potessero influenzare l’esito del procedimento penale”. L’accordo corruttivo viene sottolineato nelle modalità con cui BriatorechiudelapraticaconilFisco. “A fronte di una sottoscrizione di una conciliazione di circa 3 milioni - si legge nell’ordinanza - Briatore avrebbe riottenuto, con una assoluzione in appello, il Force Blue che vale 20 milioni. In pratica il manager versava spontaneamente somme che difficilmente sarebbero entrare al Fisco visto che in Italia risulta nullatenente e ha i suoi beni in vari trust esteri”. Il motivo di tale accordo Parolini lo spiega alle funzionarie interdette dell’Agenzia. Intercettato il professionista dice: “Un favore io a Briatore se gli faccio fare (dare, ndr.) tutti questi soldi lo devo fare”. Il favore secondo il gip e l’accusa sarebbe stato quello di influenzare il giudizio in appello. Il tentativo però va male: Pardini viene arrestato e Briatore è stato condannato anche in secondo grado.


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