Buffon: 40 anni in porta



JUVENTUS/Gigi torna in campo contro il Chievo. Benatia: “Il futuro è Szczeny”

TORINO. L'incertezza sembra finta: Buffon dovrebbe riprendere il suo posto, sabato a Verona, dopo quasi due mesi di sosta. Szczesny si è comportato più che bene, collezionando 11 presenze in campionato, ma tocca di nuovo al numero 1, che domenica compie 40 anni. Intanto, Allegri incassa il pieno recupero di Marchisio, che ieri si è allenato con i compagni per gran parte della seduta di allenamento. Assenti invece Cuadrado, Dybala, Matuidi e Howedes progressivamente sta svuotando l'infermeria. Al centro della difesa dovrebbe toccare ancora una volta a Medhi Benatia, che dopo aver superato gli infortuni di inizio stagione ha blindato la porta bianconera dimostrandosi insostituibile e che ieri ha tessuto gli elogi del vice-Buffon: "Szczesny è un po' matto, come tutti i portieri, ma nel momento in cui Gigi smetterà farà vedere a tutti che è un grande portiere. E' un portiere moderno, molto bravo con i piedi. Essere a fianco di Buffon lo aiuta, lavorare con il migliore al mondo non è da poco. Inoltre hanno un bellissimo rapporto fuori dal campo". Il futuro della porta bianconera è quindi già scritto secondo Benatia, che poi analizza più a fondo la Juve . "All'inizio il problema era l'atteggiamento di squadra - è la confessione del centrale marocchino -, ma Allegri ha saputo trovare le parole giuste per farci tornare forti". Questione di motivazioni, dopo una stagione vincente: "L'anno scorso abbiamo vinto quasi tutto, è stata una stagione spettacolare e dopo è difficile ripartire, basta vedere cosa sta succedendo al Real Madrid. Magari c'è meno voglia di sudare insieme, voglia di fare meno fatica: in Italia non puoi permetterti di difendere in quattro o cinque, deve essere tutta la squadra a farlo con la giusta mentalità". Ecco perché la crisi di Higuain, secondo Benatia, è un falso problema: nonostante il 'Pipita' non segni in campionato dall'1 dicembre, "lavora tanto per la squadra come nessun altro, alla Juve fa 20 gol ma può vincere i titoli, a Napoli ne ha fatti 36 ma non ha vinto nulla". Particolare che "fa la differenza, non mi interessa se fa gol o meno e credo neanche a lui, è felice e vin- ce". Quest'anno però la corsa scudetto è più incerta del solito, nonostante Napoli e Juventus abbiano fatto il vuoto alle loro spalle: "É ancora presto per dirlo, la Lazio sta facendo molto bene, l'Inter è sempre in corsa. Vero che noi e il Napoli siamo avanti in classifica, ma non siamo da soli a lottare per lo scudetto". In Italia non bisogna fidarsi di nessuna avversaria, tanto meno del Chievo, capace di exploit come il pareggio imposto al Napoli quest'anno: "Giocare queste partite è sempre difficile, si può pensare che sia facile ottenere il risultato ma non è vero, sarà una battaglia e dovremo farci trovare pronti". Pronti con il Chievo ma anche a febbraio con il ritorno della Champions, uno dei grandi obiettivi stagionali: "Siamo ancora più forti dell'anno scorso, quando siamo arrivati in finale e abbiamo mollato nel secondo tempo. Ma prima dovremo superare il Tottenham, avversario difficile, ma quando pensi di arrivare in finale devi vincere contro queste squadre"


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