C come crisi



SERIE C/SCOMPARE IL VICENZA MENTRE L’AKRAGAS SPERA NEGLI INVESTITORI IRANIANI

ROMA. È accaduto al Modena, escluso dal Girone B. Sta per accadere al Vicenza, un’altra delle formazioni storiche del calcio italiano. Mentre si può leggere di come è scomparso il cal;cio professiniostico a Como. La Serie C è in “Winter Break” ma si lecca le ferite, mentre nella Valle dei Templi arrivano degli improbabili sossocri orientali. Ecco le situazioni di crisi.

VICENZA, OGGI GLI SVINCOLI La storia del Vicenza Calcio rischia di essere arrivata alla fine. Oggi scadranno i termini per la messa in mora, avviata lo scorso 20 dicembre, e i giocatori biancorossi (che non percepiscono lo stipendio da 5 mesi) potranno agire per ottenere lo svincolo d’ufficio, in modo da accasarsi liberamente in qualsiasi altro club nel mercato di gennaio. Quello svolto ieri al centro tecnico di Isola Vicentina (Vicenza) potrebbe essere stato l’ultimo allenamento, almeno a ranghi compatti. L’amministratore unico del club, Fabio Sanfilippo, non ha pagato gli stipendi e questo, quasi sicuramente, non avverrà neanche oggi. Sempre più probabile, a questo punto, che il Vicenza, senza giocatori, non sia in grado di presentarsi in campo sabato a Padova, dove è in programma la sfida di Coppa Italia di serie C. Si tratterebbe di un passo ulteriore verso il fallimento del club, che potrebbe essere proceduto dall’esclusione del campionato di serie C in corso (come avvenuto con il Modena) dopo tre assenze consecutive in gare ufficiali. Ieri, a Isola Vicentina, c’è stata la visita del sindaco di Vicenza Achille Variati, accompagnato dall’assessore Antonio Dalla Pozza, finalizzata, si legge in una nota del Comune “a portare la vicinanza della città e della provincia alla squadra che rappresenta un patrimonio di storia, tradizione, identità”. “Si farà tutto il possibile per evitare il fallimento - ha spiegato Variati - nel rispetto dei ruoli, ma non mi sento di illudere nessuno”. IRANIANI AD AGRIGENTO Due incontri, uno domenica, l’altro lunedì, per parlare di bilanci e capire se e come intervenire. Poi un “salto” al campo di Fonta- nelle per incontrare la squadra e all’Esseneto per visionare la struttura. Questo il sunto dell’incontro avvenuto tra i dirigenti dell’Akragas ed il consulente legale ed il direttore del marketing di una società iraniana che milita nelle Persian Gulf Pro League che potrebbero rilevare le quote del club. La delegazione, preso atto di tutte le componenti relative all’eventuale subentro in società, si è detta comunque soddisfatta ed interessata a sposare il progetto Akragas, poiché la società dei templi potrebbe rientrare in un progetto molto più ampio anche per la crescita sportiva della stessa società calcistica iraniana. Gli stessi, pertanto, si sono riservati di comunicare quanto prima una definitiva decisione. Dal sito ufficiale dell’Akragas arriva il resoconto dell’incontro andato in scena fra il presidente del club Silvio Alessi e una cordata d’imprenditori iraniani, che mira a sollevare la società da una grave crisi societaria, a cui si accoppia una deficitaria situazione di classifica. “Il presidente dell’Akragas, Silvio Alessi, comunica che nel corso di questi ultimi giorni ha ricevuto la visita ufficiale della delegazione di una società sportiva calcistica che milita nel massimo campionato iraniano. Nella fattispecie, presso lo studio dell’avvocato Caponnetto, le massime cariche della società biancazzurra, hanno incontrato il Consulente Legale ed il Direttore del Marketing della società che milita nelle Persian Gulf Pro League”. BANCAROTTA A COMO A un anno e mezzo dalla dichiarazione di fallimento del Calcio Como srl, l’ex presidente Pietro Porro e il suo vice Flavio Foti - in carica dal 2012 al 2016 - sono finiti agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta. Secondo la Procura i due amministratori, Porro imprenditore nel ramo logistica, Foti nell’edilizia, avrebbero messo in atto una serie di operazioni immobiliari e finanziarie che hanno prosciugato il patrimonio della società, dichiarata fallita nell’aprile 2016 con 6,5 milioni di debiti. In particolare, le accuse contestate sono bancarotta per distrazione e dissipazione e bancarotta preferenziale e si riferiscono so- prattutto alle operazioni con cui Calcio Como srl nel 2014 cedette lo storico centro sportivo di Orsenigo alla società controllante S3C, che faceva capo agli stessi soci del Calcio Comoe che era proprietaria del 99% del capitale della società sportiva. Anche della S3C la Procura ha chiesto il fallimento. Secondo il procuratore Nicola Piacente, il corrispettivo pattuito di 3,2 milioni di euro per la vendita del centro sportivo di fatto non sarebbe mai finito nelle casse del Calcio Como. La S3C infatti avrebbe girato quale pagamento un finanziamento bancario garantito però da un’ipoteca sul Calcio Como stesso e avrebbe contestualmente affittato il centro sportivo al Como, con un canone che ha azzerato la rata di pagamento. Gli amministratori indagati sono inoltre accusati di avere ceduto a S3C e poi riacquistato il marchio “Calcio Como” con una minusvalenza di circa 200 mila euro. La Procura contesta poi il sistematico inadempimento delle obbligazioni erariali (Iva, Inps ecc.) e la dissimulazione della perdita totale del patrimonio attraverso operazioni contabili di bilancio. Porro, Foti e e un gruppo di altri imprenditori locali avevano acquisito il Como nel novembre 2012. Sotto la loro gestione la squadra ha disputato tre stagioni in Lega Pro e una in serie B, prima di retrocedere. In seguito al fallimento del Calcio Como srl il diritto sportivo era stato assegnato all’asta nel marzo 2017: la prima squadra avrebbe dovuto disputare la Lega Pro, ma l’acquirente - una società che faceva capo ad Akosua Puni, moglie anglo-ghanese del calciatore Michael Essien - non aveva provveduto all’affiliazione alla Figc e all’iscrizione al campionato, per cui il diritto sportivo è stato riassegnato a una nuova società (quella attuale) e la prima squadra ha dovuto ripartire dalla serie D. Il centro sportivo di Orsenigo è invece sotto sequestro dal 2017 ed è abbandonato, in attesa di finire con tutta probabilità all’asta.


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