Caduta libera Inter



MILANESI IN CRISI/Nel duello cittadino per la corsa all’Europa, nerazzurri indietro

MILANO. Ha ragione Gianfelice Facchetti nel dire che le prestazioni di questa Inter offendono un grande club e la memoria di quanti, come suo padre Giacinto, ne hanno fatto la storia. Ancora una figuraccia, ancora una sconfitta: a Genova si consuma l’ultimo atto di una stagio- ne iniziata nel caos e finita nello psicodramma. Niente Europa League, probabilmente: giocatori rinunciatari verso una competizione che, se vinta, spalancherebbe le porte alla Champions. Un gruppo comunque mediocre, senza testa, nè cuore, dove persino l’ultimo arrivato batte cassa sentendosi il campione che non è. Capricci, mogli, agenti e veri o finti procuratori assediano il club e incredibilmente trovano terreno fertile per far passare richieste che altrove verrebbero bocciate e respinte al mittente senza tentennamenti. Icardi finisce nella polvere: a 25 anni suonati segna tanto. ma gol spesso inutili, passeggia per il campo e passa il tempo pubblicando selfie sui social. Candreva litiga con Gabigol per calciare un rigore che poi sbaglia. Chiede scusa ma forse il problema è l’assenza di indicazioni dalla panchina. La difesa è un colabrodo, il centrocampo privo di guizzi e an- che Gagliardini si dimostra per quello che realmente è, un giocatore adatto a una squadra di mezza classifica. E infatti l’Atalanta delle meraviglie continua a vincere anche senza di lui, non ha lasciato nessun vuoto. Stefano Pioli si perde, lascia andare il timone del comando, si fa travolgere dagli eventi, ripetendo a memoria sempre le stesse cose che non convincono più. Nella vita, servono anche carisma e carattere ed è per questo che Mourinho resta un totem per qualsiasi interista. La crisi dell’Inter fa parte di una tradizione che nessun nuovo proprietario sembra poter infrangere: il Suning resta lontano, assente, immobile. Finora non ha dimostrato niente e niente finora è stato fatto se non buttare soldi per giocatori di dubbio valore. Quella di Gabigol resta un’operazione scon- clusionata che Piero Ausilio - fresco di rinnovo - dovrebbe spiegare. Mistero, uno dei tanti. Pioli è all’Inter un ‘dead man walking’. Sempre più solo, deve fronteggiare domande sul suo futuro e su quell’incontro con la proprietà spesso ha annunciato e più volte rinviato. Lui non ha molto da dire ma continua a sostenere di avere la fiducia della società. Una illusione per tirare stancamente avanti fino alla fine del campionato, praticamente un’agonia. In realtà, la sua avventura si è già conclusa e forse effettivamente l’unica soluzione per l’Inter è insistere nel forcing su Antonio Conte, un uomo forte capace di mettere in riga la squa- dra e anche chi si affanna attorno senza costrutto. GABIGOL - Gabriel Barbosa starebbe studiando col suo entourage la strategia per proseguire la sua carriera in Europa dopo la nefasta stagione all’Inter. Secondo quanto riferito da Torcedores.com, infatti, tutto dipenderebbe dalla scelta dell’allenatore della prossima stagione: qualora i nerazzurri decidessero di tenere Stefano Pioli, allora lo staff del brasiliano si attiverebbe per trovare al giocatore una nuova sistemazione dove possa godere di maggiore spazio. Esclusa l’ipotesi del ritorno in Brasile, essendo il giocatore troppo caro per chiunque.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA