Cagliari, Natale irrequieto


VITTORIA CON RIMONTA, TENSIONE CON RASTELLI E UNO SGUARDO AL MERCATO


CAGLIARI. Ventitré punti. Ma ora bisogna anche ricucire. Contro il Sassuolo la vittoria più bella e più difficile dell’allenatore Massimo Rastelli: una rimonta (seppure in superiorità numerica) di questo genere, dall’uno a tre al quattro a tre, entra di fatto tra le partite “storiche” dei rossoblu. Ma non solo: arrivare a quota 23 con il campionato di andata ancora non terminato significa essere molto vicini al traguardo principale, la salvezza, dal momento che basterebbero ora quindici-sedici punti infatti, dietro, le ultime tre continuano ad andare lentissime o a frenarsi (vedi pareggio tra Palermo e Pescara) tra di loro. Il “ma” è legato a quello che è successo dopo le sostituzioni di Dessena e Sau, giocatori che indossano o hanno indossato la fascia di capitano. Il primo, uscito dopo l’ espusione di Pellegrini per fare posto a Borriello, si è infilato nel tunnel verso gli spogliatoio molto contrariato. Il secondo ha ignorato la mano tesa dall’allenatore mentre si dirigeva verso la panchina. Alla fine del match il mister ha da un lato sottolineato che si tratta di due capitani. TENSIONE DOPO IL SASSUOLO - “Dopo le ultime due sconfitte c’era tanta rabbia in corpo. Le reazioni a caldo ci stanno. Sono capitani vero, ma ho giocato anch’io: so quello che passa per la testa in certi momenti. A mente fredda chiariremo”. Come dire: dal canto suo non è rottura. E la pausa servirà proprio per chiarirsi meglio e per ridare serenità a uno spogliatoio forse scosso dalle troppe e sonore batoste che non incidono tanto sulla classifica, ma molto su umore e ambiente. E la panchina non balla più. “La mia panchina traballante? - ci scherza su il tecnico -. Sono contento, perché porta bene”. Da oggi si inizia a pensare anche al mer-

cato, e qualche movimento, nonostante la classifica dica che è tutto a posto, ci sarà. Il Cagliari cerca giocatori con caratteristiche che servono per attenuare o risolvere i problemi di questa stagione: le batoste con le grandi e l’atteggiamento fuori casa. Per dirla con un concetto caro al tecnico: uomini che diano equilibrio alla squadra. Gli identikit: un difensore “veloce” da schierare quando gli avversari giocano con attaccanti “piccoli” o che partono da lontano, un centrocampista, anche quello rapido nei ripiegamenti, e un attaccante per rimpiazzare l’infortunato Melchiorri.


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