Calì: forse la mafia non c’entra

NEW YORK/ARRESTATO IL PRESUNTO KILLER, AVREBBE UCCISO PER MOTIVI PERSONALI



NEW YORK. La polizia di New York ha arrestato un uomo sospettato di essere l'assassino del boss Francesco "Frank" Cali', capo della famiglia mafiosa dei Gambino. Le forze dell'ordine ritengono che sarà incriminato per omicidio. "Franky Boy" Cali', 53 anni, è stato ucciso mercoledì scorso con sei colpi di arma da fuoco davanti alla sua casa di Staten Island. L'uomo attualmente sotto custodia di polizia è Anthony Comello, 24 anni, di professione operaio: è stato fermato nel New Jersey, e ancora non è stato trasferito a New York, come ha detto all'Afp, sotto condizione di anonimato, una fonte del New York Police Department. Per quanto riguarda il sospetto, l'agente ha detto "siamo molto fiduciosi del fatto che l'uomo sarà incriminato per l'omicidio di Calì". L'omicidio potrebbe essere maturato per motivi personali e non per una faida di mafia. Comunque, non si esclude alcuna pista. Sembrerebbe infatti che Calì non gradisse la relazione tra una donna della "famiglia" - la nipote - e il giovane operaio, considerato non il tipo giusto per la ragazza. Dunque si sarebbe messo di mezzo, le frizioni tra i due sono diventate sempre più forti e la vittima avrebbe ammonito più volte Comello di stare alla larga. Inoltre sembra che in passato il presunto killer fosse stato monitorato dai servizi di sicurezza per ragioni legate al terrorismo. Le indagini sono ancora in corso, non è ancora chiaro se effettivamente il giovane Comello sia il mandante, un mero esecutore, se vi siano altri complici o se non sia invece stato “incastrato” dalla mafia in un omicidio in cui non c’entra nulla. Ma lo scenario che si va dipingendo ribalta per il momento quello di un agguato deciso dai rivali di Calì considerato un emergente di Cosa Nostra. Si è anche ipotizzato che a decretare la sua fine fosse stato qualcuno all’interno del clan Gambino contrario alle ambizioni di Frank. A questo punto non si capisce se questa ricostruzione nasconda dell'altro. Fatto sta che le indagini ancora non sono concluse. Per questo non si esclude che nei prossimi giorni possano emergere degli elementi che rimettano in discussione il quadro. Quello di Calì è il primo omicidio di un boss mafioso a New York da 34 anni, quando fu ucciso Paul Castellano, peraltro un altro membro della famiglia Gambino, su ordine di John Gotti. Calì aveva entrambi i genitori di Palermo, ma era nato a New York nel 1965. Fin da piccolo è stato coinvolto nella mafia locale. La famiglia Gambino, di cui era a capo, è una delle cinque che compongono la mafia siciliana a New York, ed è considerata la più grande organizzazione criminale negli Stati Uniti. Per la mafia italo-americana, Calì era “O Frankie” mentre per i clan stanziati negli States era semplicemente “Frankie Boy”: secondo gli inquirenti italiani invece Frank Calì era uno dei più importanti eredi della famiglia Gambino da diversi decenni dato che fungeva da punto di contatto tra Palermo e la “vecchia” mafia di New York. Come riporta l’Ansa, di recente erano stati rilevati contatti tra Calì, Nicola Mandalà e Nicola Notaro della Famiglia di Villabate, Giovanni Nicchi della Famiglia di Pagliarelli e Vincenzo Brusca della Famiglia di Torretta. Ora la polizia ha messo le mani su Co- mello anche se difficilmente è possibile che all’intera operazione abbia preso parte solo il giovane 24enne abitante del luogo e l’impressione forte è che qualcosa tra Cosa Nostra siciliana e altri clan italo-Usa si sia rotto tanto da portare all’eliminazione fisica di chi ultimamente aveva, pare, un ruolo “ridimensionato” all’interno del maxi giro di affari criminali.

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