Camera, eletti i vicepresidenti


GOVERNO/I CINQUE STELLE INTANTO RILANCIANO SULL’ABOLIZIONE DEI VITALIZI

ROMA. L'Aula della Camera ha eletto i componenti dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio. I vicepresidenti sono: Mara Carfagna (Fi), Maria Edera Spadoni (M5S), Lorenzo Fontana (Lega) e Ettore Rosato (Pd). I questori sono Riccardo Fraccaro (M5S), Gregorio Fontana (Fi) ed Edmondo Cirielli (Fdi).


Tutti negano che si sia trattato di una questione di poltrone, ma alla fine l’elezione dei quattro vicepresidenti della Camera, dei tre questori e degli otto segretari d’aula, si è tradotta proprio in una guerra per piazzare i propri uomini ai vertici. Anche perché la politica si fa con i nume- ri, e quindi con seggi e scranni. Proprio una questione di numeri ha spinto M5s a far man bassa di cariche alla Camera, come mercoledì al Senato, lasciando al Pd una sola vicepresidenza.

E per la prima volta l’opposizione è stata esclusa in entrambi i rami del parla- mento dal collegio dei tre questori, che amministrano Senato e Camera. Un fatto che scatena la polemica ma che soprattutto - è la lettura delle opposizioni - consente a Luigi Di Maio di rilanciare la questione dell’abolizione dei vitalizi potendo contare sulla forza dei numeri nei posti chiave del Parlamento, soprattutto alla Camera. Ciascun deputato ha a disposizione due voti per eleggere i quattro vicepresidenti e due per scegliere i tre questori, nonché quattro voti per eleggere otto segretari d’aula; tutte cariche che compongono l’Ufficio di Presidenza, insieme al Presidente della Camera.

Il centrodestra ha avuto le proprie grane visto che i partiti sono tre e Fdi ha protestato per il fatto che nessun suo depu- tato era in lizza per le vicepresidenze e il collegio dei questori: per le prime erano candidati Mara Carfagna (Fi) e Lorenzo Fontana (Lega), per il secondo Gregorio Fontana (Fi) e Raffaele Volpi (Lega), il coordinatore di Noi con Salvini, e del successo della Lega al Sud.

Giorgia Meloni ha minacciato di non far votare ai suoi i candidati dei partiti alle- ati, il che non avrebbe impedito la loro elezione ma avrebbe certificato la spaccatura della coalizione. Mercoledì Salvini ha detto che la Lega “ha già fatto 32 passi indietro”, ma oggi ha fatto il trentatreeisimo,sacrificando il suo Volpi, permettendo l’elezione di Edmondo Cirielli, di Fdi, a questore. Il che però certifica che il partito leader è la Lega che si fa carico di tutta la coali- zione, come una volta Fi. Salvini aveva chiesto di garantire una presenza al Pd. M5s ha deciso di usare uno solo voto per le vicepresidenze, assegnata alla sua Edera Spadoni, consentendo che il quarto vicepresidente fosse il Dem Ettore Rosato.

Il Pd chiedeva però anche uno dei questori, visto che già in Senato non lo aveva avuto. Ma Luigi Di Maio non ha ceduto, ed ha anche utilizzato tutti e quattro i voti per i segretari d’Aula a favore di propri deputati.

Quindi l’apertura di M5s al Pd per il vicepresidente è diventato un bicchiere che alcuni Dem hanno letto come mezzo pieno (Dario Franceschini, Andrea Orlando) e altri come mezzo vuoto (Lorenzo Guerini e i renziani), riaprendo il dibattito su un eventuale dialogo con i pentastel- lati. Il completamento delle cariche di Camera e Senato ha confermato l’asse tra Di Maio e Salvini, al netto delle polemiche sul governo.

Il secondo ha appoggiato il primo che ha chiesto un vicepresidente nonostante inizialmente vi avesse rinunciato al momento dell’accordo che ha portato all’elezione di Roberto Fico alla presidenza. A questo punto, gli occhi sono puntati sul dopo, sulle commissioni di garanzia (vi- gilanza Rai, Copasir e Antimafia, in testa) tradizionalmente attribuite alle opposizioni.


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