Candreva non ce la fa



MONTPELLIER. La maledizione dell'infortunio al momento sbagliato ha colpito anche l'Italia di Antonio Conte: Candreva non ce la fa, il provino decisivo nell'allenamento blindato di ieri mattina ha detto che forzare è impossibile. E tantomeno gioca- re contro la Spagna. Un brutto colpo per il ct, anche in una Nazionale che sopperisce alla mancanza di talento con meccanismi e spirito di gruppo.

Candreva è giocatore chiave sotto tutti i punti di vista, fa parte di quel ristretto gruppo di giocatori che sono una garanzia azzurra. E infatti, dopo il primo allena- mento (quasi) completo di venerdì e qual- che segnale di speranza, Conte sembrava intenzionato ad aspettare fino all'ultimo per decidere: oggi invece il provino negativo, l'adduttore infortunato non risponde, di qui la scelta di alzare la mano e dichiarare l'indisponibilità. Troppo alto il rischio di mandarlo in campo, non solo in prospettiva futuribile di un quarto tutto da conquistare.

Per sostituirlo, la soluzione ideale è Florenzi, anche a dispetto dell'ondata social che in Italia - da dopo il ko con l'Irlanda - spinge per l'impiego di Insigne. Conte ha 48 ore di tempo per decidere. E qualche minuto solo per rammaricarsi di quella maledizione azzurra che sembra inseguire la nazionale a ridosso di ogni passaggio chiave delle ultime competizioni interna- zionali. Infortuni capitano a tutte la nazionali, ma pesano diversamente secondo la varietà di talenti a disposizione. In questo senso, Candreva è un po' come uno degli ultimi secchi d'acqua nel deserto, non spre- cabile come il primo e non indispensabile come l'ultimo.

Il paragone più diretto è però con gli altri ko sfortunati del passato. Cannavaro si ruppe i legamenti della caviglia a ridosso del via di Euro 2008, e fu costretto ad operarsi a Vienna; al Mondiale 2010 prima fu stiramento al polpaccio per Pirlo, che provò a recuperare e tornò in campo solo per una mossa della disperazione contro la Slovacchia, la partita dell'eliminazione; ancor peggio andò a Buffon, prima partita poi stop per un'ernia del disco che lo costrinse all'operazione.

Alla vigilia della partenza per il Mondiale 2014, si ruppe Montolivo, due anni prima pedina chiave del centrocampo azzurro, e poi in Brasile di nuovo uno stop per Buffon che lo costrinse a saltare la prima con l'Inghilterra. Resta il 2012: tutto li- scio, fino proprio alla finale con la Spagna: stremati dalla semifinale con la Germania, tre giorni prima, gli Azzurri prima perdono Chiellini dopo 20', poi restano in pratica in dieci dopo un'ora perche' Thiago Motta appena entrato come terzo cambio si in- fortuna anche lui.

Corsi e ricorsi, che Conte spera di sftare. "E' un'assenza che pesa, ci dispiace per Antonio: ma siamo 23, chi lo sostituisce darà tutto", il ritornello di Barzagli, peraltro perfettamente calzante per questa Italia che già in partenza ha dovuto rinunciare a due pedine fondamentali, prima Marchisio e poi Verratti: due ko che hanno spinto Conte a tornare a uno schema consolidato, il 3-5-2. Difficile allora che il ct cambio assetto proprio ora: Insigne lo costringerebbe al 4-3-3, e per compensare il gap tecnico il ct ha puntato sulla ripetiti- vita' dei meccanismi. E poi il ruolo che sembra ritagliato sul piccolo attaccante napoletano è quello di uomo dell'ultima mezzora: la sua capacità di giocare tra le linee e il passo rapido sono più adatti - secondo Conte - a squadre stanche che non da inizio match. Dunque, la soluzione alla tegola Candreva è: stesso schema, un cambio uomo. Florenzi è il più indicato, a destra sarebbe nella sua posizione e nel suo ruolo (un po' terzino, un po' esterno offensivo). Finora, Conte ha scelto di alternare sulle fasce un giocatore dedicato all'attacco e uno alla copertura: dunque, a sinistra Darmian. Ma osare con El Shaarawy è possibile. Bernardeschi, altra possibilità sulla fascia, paga la giovane età e qualche problema fisico: mentre ieri Candreva faceva il provino che ha dato esito negativo, l'attaccante viola rimaneva a riposo. Tornerà ad allenarsi solo oggi con i compagni, e per allora Conte avrà probabilmente già fatto la sulla scelta definitiva.


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