Caos sulla legge per lo sport

IL M5S HA CHIESTO CON UNA LETTERA DI RINVIARE LA RIUNIONE SUL DECRETO ATTUATIVO



ROMA. Stop alla riforma dello sport. La "frenata" è arrivata ieri mattina dal Movimento 5 Stelle che con una lettera formale del direttivo indirizzata al ministro, Vincenzo Spadafora, ha chiesto - ha appreso l'ANSA - di rinviare la riunione di maggioranza sul decreto attuativo della legge. La riunione è saltata e questo rallenta, almeno per il momento, l'iter per la riforma dello sport che il ministro vorrebbe approvata per agosto ma che dopo l'intervento del direttivo pentastellato potrebbe saltare. È stato un colpo duro sulla via della riforma alla quale sta lavorando Spadafora, che ha reagito in maniera decisa allo stop arrivato dal suo stesso movimento, fino ai rumors - non confermati ufficialmente - della disponibilità a rimettere la delega allo sport. Nella lettera, il direttivo M5S ha chiesto il rinvio per poter avviare un confronto interno sul testo col capo politico Vito Crimi e col capo delegazione Alfonso Bonafede. Dall'interno del Movimento, trapelano indiscrezioni secondo le quali l'obiettivo sarebbe più ambizioso: bloccare l'ampia riforma che abbraccia tutti i settori del mondo sportivo, dai mandati dei presidenti di Federazione alle tutele e garanzie per i lavoratori, e spingere Spadafora a rimettere la delega allo Sport. La lettera del direttivo nasce su richiesta dei parlamentari Tuzi, Mariani, Provenza e Dessì che sottolineano come "la bozza di decreto legislativo derivante dall'attuazione della legge 86/ 2019 non sia pronta per approdare in Consiglio dei Ministri".È questo in particolare il passaggio che complica l'iter di un testo che cercava di mediare tra le li- nee del precedente governo gialloverde e gli orientamenti della nuova maggioranza. In serata, gli stessi firmatari della lettera, in una nota congiunta con Simone Valente, hanno sottolineato che non c'è nessuna "frattura" con Spadafora "ma che restano criticità da superare". "Apprendiamo di una ipotetica frattura tra il ministro Vincenzo Spadafora e noi parlamentari del MoVimento 5 Stelle referenti dell'area tematica sport quando, in realtà, si tratta di una normale dialettica tra le parti per migliorare il testo della riforma ed attuare la delega mantenendone lo spirito iniziale - scrivono i parlamentari - sentivamo la necessità di discutere tutti insieme di alcune modifiche dell'ultim'ora che non rispecchiavano completamente gli indirizzi prefissati e comunicati", aggiungono nella nota riferendosi allo spostamento della riunione. Spadafora, intanto, incassa "pieno sostegno" da un gruppo di una ventina di parlamentari del Movimento che in una nota sottolineano che il lavoro che sta portando avanti risponde pienamente agli obiettivi del Movimento", con l'invito a "proseguire nel suo impegno con la riforma dello sport, consapevoli dell'importanza che questo costituisce soprattutto per le centinaia di migliaia di lavoratori di questo mondo". La discussione sulla bozza del Testo Unico in materia di sport del ministro sta in ogni caso incontrando più di un ostacolo e rischia di non rispecchiare più la delega prevista nella legge di bilancio:limite dei mandati (tra le indiscrezioni di questi giorni anche su questo punto è circolata l'ipotesi di un quarto mandato alla presidenza per Malagò che non ha riscontro nell'attuale testo), in- compatibilità tra cariche, distinguo e specifiche per evitare di perdere prerogative e controllo soprattutto quando si parla di fondi pubblici, diciture e aggiunte per rassicurare il Cio sull'autonomia dello sport italiano. In sede di discussione, sono stati già tanti i commenti e numerose le richieste di modifica arrivate dai gruppi della maggioranza. Per molti, dalla politica al mondo sportivo, l'attuale bozza ricalcherebbe solo in piccola parte lo spirito iniziale della riforma voluta dall'allora governo gialloverde.

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