Carige/Malacalza: spero in una soluzione industriale

Dal Governo Salvini ribadisce: è importante tutelare i risparmiatori

di Sabina Rossett


GENOVA. Non saranno le altre banche italiane in 'consorzio’ a salvare Carige. Ne è convinto il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro che prova a chiamar fuori una volta per tutte lo Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi, che già a più riprese da parte sua si è detto di 'supporto’. "C'è un tema fondamentale, che è l'impossibilità e la non accettabilità che ci sia una banca che è controllata dalle altre banche - ha detto Gros-Pietro -. È incompatibile con i prin- cipi della concorrenza. Il Fondo volontario non può diventare azionista di maggioranza". Dal Governo, intanto, il vice premier Matteo Salvini ha sottolineato su Carige, ma anche per Mps, che "è importante tutelare i risparmiatori". A sorpresa all'assemblea pubblica dei piccoli azionisti Carige convocata nel tardo pomeriggio a Genova ha partecipato anche il primo azionista della banca, Vittorio Malacalza. "Mi hanno invitato anche perché sono un piccolo azionista", ha spiegato l'imprenditore, che oltre al pacchetto di più del 27% del capitale Carige detenuto tramite la Malacalza Investimenti possiede azioni a titolo personale. "Spero in una soluzione industriale" per l'istituto, si è limitato a replicare a quanti gli chiedevano una previsione-auspicio. "I piccoli azionisti hanno detto che sono con me, sappiano che io sono con loro", ha aggiunto solamente senza rispondere ad altre domande e restando ad ascoltare per un pò i lavori dell'assemblea seduto in ultima fila. L'incontro, voluto dal presidente dell'associazione piccoli azionisti Cari- ge, Silvio De Fecondo, serviva a fare il punto su una richiesta dell'organizzazione che conta circa 450 iscritti e che all'ultima assemblea si era presentata con deleghe per lo 0,5% del capitale. Più in generale, 25mila piccoli azionisti Carige hanno il 37%, ha ricordato De Fecondo. "Vogliamo condividere con gli iscritti una proposta concreta", ha anticipato De Fecondo, prima dell'assemblea. "In questa situazione ognuno deve fare la sua parte - ha spiegato -. Noi piccoli azionisti l'abbiamo fatta negli aumenti di capitale, in questo momento spetta agli altri. Vorremmo che nell'ipotesi di un accordo di mercato si possa costruire un'operazione con una tutela per chi ha sostenuto la banca fino ad oggi negli aumenti di capitale, con una sorta di diritto, un meccanismo che potrebbe essere un warrant o delle azioni gratuite da esercitare in futuro. Ci incontreremo con i commissari prossimamente". Da segnalare all'incontro dei piccoli soci la presenza del deputato ligure M5S Marco Rizzone, che - viene riportato dai presenti - ha detto di aver sottolineato il tema Carige al vice premier Luigi Di Maio, per il quale il Governo resta attento al tema, preferendo una soluzione privata. Rizzone nel proprio intervento ha anche invitato a cautela su ipotesi relative ai Dta (deferred tax asset), o attività fiscali differite, come aiuto alla soluzione del salvataggio Carige, perché si potrebbero configurare come aiuti di stato.

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