Carige prepara la richiesta di bond

La Bce incalza Mps sul piano. Migliorare redditività e capitale

di Paolo Algisi


MILANO. I commissari straordinari di Carige presenteranno già la prossima settimana la richiesta di accedere alla garanzia statale sui bond, richiesta che dovrà ricevere il preventivo via libera della Ue in termini di compatibilità con la disciplina degli aiuti di Stato. L'ammontare è ancora oggetto di esame, con indiscrezioni di stampa che quantificano tra gli 1 e i 2 miliardi i bond che Carige - i cui rating sono stati messi sotto osservazione da Moody's con "direzione incerta" - potrebbe lanciare sotto l'ombrello dello Stato.  La banca lavora anche alla due diligence sui crediti deteriorati, per la quale si scalda la Sga, con l'obiettivo di cederne alme- no 1,5 miliardi e presentarsi, con il piano di fine febbraio, in condizioni adeguate per attrarre potenziali partner.  Sulle aggregazioni si muove l'advisor Ubs, che incasserà una commissione di 5 milioni di euro se riuscirà ad accasare l'intera banca, ridotta a 3 milioni nel caso in cui venga aggregata solo la 'good bank'. La 'fee', in linea con i valori di mercato ma impegnativa per una banca in crisi come Carige, verrà percepita solo nel caso in cui la ricerca abbia successo. A spingere per Ubs, lo scorso 23 ottobre, fu l'allora a.d. e attuale commissario, Fabio Innocenzi, che proveniva proprio dalla banca svizzera. Questo aspetto fu oggetto di dibattito e qualche malumore nel Con- siglio, che comunque approvò la scelta al- l'unanimità pur in assenza di un processo di selezione, sulla base delle rassicurazioni fornite da Innocenzi, che riponeva piena fiducia nelle capacità degli ex colleghi.  Ma la prossima settimana si preannuncia calda anche sul fronte politico, dopo che il governo è finito sotto il fuoco del- l'opposizione per un salvataggio-fotocopia a quello del governo Gentiloni per Mps. Giovedì il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, verrà ascoltato dalle commissioni Finanze congiunte di Camera e Senato, nell'ambito dell'esame del Dl Carige.  "Hanno fatto la stessa cosa per cui ci dicevano 'venduti ai banchieri', hanno messo soldi pubblici e salvato una banca", ha attaccato l'ex premier Matteo Renzi. Chi è già passato dalle forche caudine del salvataggio statale, cioè Mps, ha intanto comunicato di aver ricevuto ieri la bozza di deci- sione Srep della Bce, la pagella che stila ogni anno la vigilanza fissando i requisiti di capitale che le banche devono rispettare. Nel 2019 le richieste a Siena sono lievemente diminuite, con il P2G ridotto dall'1,5 all'1,3% mentre il requisito complessivo viene confermato all'11%.  La Bce ha evidenziato a Mps anche una serie di "debolezze", in particolare relative alla "capacità di conseguire gli obiettivi del piano di ristrutturazione", rispetto al quale occorre "migliorare la redditività", inferiore ai target, e "la posizione patrimoniale, in- debolita" - a causa delle tensioni sui mercati - "dall'impossibilità" di completare l'emissione di bond subordinati T2 "entro la fine del 2018" e dallo "spread Btp-Bund" anche alla luce della "significativa esposi- zione di Mps al debito sovrano italiano". Sul fronte dei crediti deteriorati la vigilanza ha raccomandato "un graduale aumento" delle coperture "fino alla fine del 2026".

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