Carige torna in perdita, rosso da 20 ml



La risposta alla Bce nel Cda di martedì prossimo. Malacalza anticipa le dimissioni

MILANO. Carige approva i conti del semestre, chiusi in rosso per 20 milioni, e convoca il 20 settembre l'assemblea che dovrà esprimersi sulla revoca del Cda chiesta sia da Malacalza Investimenti che da Raffaele Mincione, che in quella sede si sfideranno per conquistare la guida della banca. Il Cda ha invece preso tempo sulla risposta da dare alla Bce, che a fine luglio ha chiesto a Carige di mettere fine alla sua governance liti- giosa e al perdurante mancato rispetto dei requisiti patrimoniali, chiedendo un nuovo piano sul capitale. Il documento messo a punto dal ceo Paolo Fiorentino, in cui sono stati riversati gli orientamenti condivisi in cda il 30 luglio, verrà discusso in Cda martedì prossimo. Al consiglio non parteciperà il vice presidente Vittorio Malacalza che ha anticipato a ieri le dimissioni, in polemica con la gestione di Fiorentino. Probabile che Carige, nella missiva, ribadisca di essere impegnata a portare a termine le azioni concordate con la Vigilanza e di essere fiduciosa di poterle realizzare. "Andiamo avanti con fiducia, consideriamo questo semestre positivo" ha detto l'ad, che ha ribadito di dedicarsi "ossessivamente" al piano industriale e di non essere di- stratto da quelle che, con un eufemismo, ha definito "condizioni di governance evolutive". Già a fine agosto si cono- sceranno le liste per il Cda di Malacalza Investimenti e Raffaele Mincione. Il rosso, in calo rispetto ai 158 milioni del 2017, è stato determinato da componenti straordinarie ereditate dal passato, ha spiegato la banca, al netto delle quali l'utile sarebbe stato di 20,2 milioni. Il lavoro "rigoroso" sui costi, scesi del 12,3%, ha compensato la flessione dei ricavi (-8,5%), componente su cui "è necessario lavorare ancora". Segnali incoraggianti sono arrivati dalla raccolta, cresciuta di 1 miliardo, mentre prosegue la riduzione dei crediti de- teriorati, con 400 milioni di utp oggetto di 4 offerte vincolanti. A fine anno lo stock di bad loan è così atteso a 2,7 miliardi, sotto il target di 3,7 miliardi assegnato dalla Bce per il 2019. Carige resta invece inadempiente sul capitale, con il total capital ratio sotto di 120 punti base rispetto alle prescrizioni della Bce a causa della mancata emissione di un bond subordinato. Fiorentino ha detto che, in caso di attuazione del piano, Carige ridurrebbe il gap da 120 a 12 punti base (equivalenti a una ventina di milioni) entro fine anno. "Abbiamo il modo, anche nello scenario avverso e non benigno di non emettere il bond, di riuscire a raggiungere il target".

Sulle cessioni, i cui ritardi sono stati oggetto di richiamo da parte della Bce, la quota in Bankitalia potrebbe essere ceduta a settembre ("negoziamo con un investitore istituzionale serio") mentre è stato riaperto, su richiesta del cda che vuole spuntare un prezzo più alto, il negoziato con il gruppo Gavio per il 20% dell'Auto- strada dei Fiori. In Borsa il titolo ha chiuso in calo dello del 3,3% a 0,0087 euro. Intanto il ceo di Ubi Banca, Victor Massiah, ha escluso un interesse per Carige: "Non rientra nei nostri piani".


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