Catalfo: subito altre dieci settimane di cig-Covid

La ministra del Lavoro indica la linea su cui andrà avanti il confronto con i sindacati



ROMA. Altre dieci settimane di cig Covid, con conseguente blocco dei licenziamenti, messe in campo subito con decreto per garantire una copertura continuativa, per chi dovesse aver esaurito le precedenti, già dal 16 novembre e fino al 24 gennaio. Altre 8 settimane di cassa integrazione in manovra. È questa la linea del governo indicata dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, rispetto alla proroga della cig, che in legge di Bilancio viene rifinanziata con altri 5 miliardi di euro. E su cui andrà avanti il confronto con i sindacati, che chiedono uno stop più lungo ai licenziamenti. Una manovra che guarda alla 'rete di protezione’ per imprese e lavoratori ma anche al rilancio dell'occupazione, a partire da giovani e donne. Oltre agli sgravi triennali per le assunzioni di under 35, "prevederemo una decontribuzione al 100% per tre anni per chi assume donne disoccupate al Sud e lavoratrici disoccupate da almeno 24 mesi su tutto il territorio nazionale", anticipa la ministra. E su un tema caro al M5s, quello del salario minimo, il presidente della Camera, Roberto Fico, in un messaggio al Festival del lavoro rilancia sostenendo che "serve un dibattito alto e serio" sulla sua introduzione, perché bisogna "garantire centralità e dignità al lavoro di tutti i cittadini". Per quanto riguarda la cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti, Catalfo intervenendo al Festival oganizzato dai Consulenti del lavoro esplicita "l'intenzione" del governo: "Stiamo prevedendo delle misure, alcune da inserire in manovra, altre in un decreto che verrà emanato nelle prossime settimane". Nel decreto, già da alcuni ribattezzato dl novembre in cui rientreranno anche altri aiuti per i settori e le categorie più colpite dall'emergenza, "vi sarà un rifinanziamento della cig" perché le imprese che usufruiscono di tutte le settimane di cassa integrazione previste dal dl agosto (9+9, a partire dal 13 luglio) le finiranno dal 16 novembre e man mano nelle settimane a seguire. Per cui "l'intenzione è di finanziare un ulteriore intervento di cig che potrebbe essere di circa 10 settimane" con cui arrivare a coprire l'eventuale utilizzo continuativo fino al prossimo 24 gennaio. A queste, prosegue la ministra, "si sta valutando di collegare un blocco dei licenziamenti". Un termine che a Cgil, Cisl e Uil non basta. Poi "un altro finanziamento in legge di bilancio andrà a coprire ulteriori settimane" di cassa, spiega ancora. Le posizioni dei sindacati sono distanti, ma - assicura la ministra - "l'interlocuzione c'è stata e ci sarà nelle prossime ore e valuteremo anche le loro richieste". La proposta di Cgil, Cisl e Uil è quella di una soluzione in cui le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti debbano camminare "di pari passo", in modo da arrivare ben oltre l'ipotesi della fine di gennaio. "Proseguiremo il dialogo con le parti sociali per trovare una soluzione equilibrata e che garantisca la sicurezza dei lavoratori", afferma anche il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, che insiste sul rilancio delle politiche attive: "Al di là dello strumento del blocco dei licenziamenti, che ha e deve continuare ad avere una valenza strettamente emergenziale - dice -, il tema in prospettiva è di rafforzare le politiche attive per chi dovesse perdere il posto di lavoro nei prossimi mesi". Il governo è comunque pronto ad "intervenire", assicura, se "le cose dovessero peggiorare", considerando che la manovra è stata chiaramente "costruita tenendo conto dello scenario attuale". Sui pagamenti della cig Covid, il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, torna a respingere le accuse sui ritardi portando gli ultimi dati aggiornati da maggio al 19 ottobre: i lavoratori che non l'hanno ancora ricevuta dall'Istituto sono "17 mila. Lo 0,3%". Per l'esattezza, sono stati pagati 3.455.002 lavoratori, su 3.472.136 e sono in attesa 17.134. Tridico sottolinea anche il numero delle cig finora erogate: "12 milioni 822 mila pagate direttamente, oltre a 8 milioni anticipate dalle aziende e conguagliate dall'Istituto. Una cifra che supera 20 milioni di prestazioni". Per un totale di circa 6,5 milioni di lavoratori durante questi mesi di emergenza.

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