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Catturato Santo Vottari


REGGIO CALABRIA. Si nascondeva in un bunker-pertugio ricavato all’interno di un altro bunker. Ma ogni suo stratagemma per cercare di sfuggire alla cattura è stato vano. All’alba i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno posto fine alla sua latitanza che durava da dieci anni.


Santo Vottari, indicato come uno dei boss dell’omonima cosca di San Luca, è finito così in carcere dove dovrà scontare una condanna a dieci anni per associazione mafiosa. Lo Stato riesce ad infliggere un altro duro colpo alle cosche a soli 20 chilometri da Locri, teatro martedì dell’imponente manifestazione di Libera in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e contro ogni forma di criminalità con l’arresto di quello che il ministro dell’Interno Marco Minniti definisce “uno dei ricercati più pericolosi d’Italia”, congratulandosi con l’Arma dei Carabinieri.

Vottari si nascondeva nel palazzo in cui abitano la sua famiglia e tutti i suoi familiari, a Benestare. Un edificio visitato più volte dai carabinieri che all’interno vi avevano già scoperto quattro bunker ricavati tra le pareti. All’alba la nuova irruzione. E all’interno del bunker, nell’appartamento all’ultimo piano, i militari hanno individuato una seconda botola. Dopo che l’hanno aperta, Vottari è uscito senza dire una parola e si è fatto ammanettare.

Il suo nome, anche se non è stato condannato per fatti di sangue, è legato inevitabilmente alla faida di San Luca che ha visto contrapposti i Pelle-Vottari ed i Nirta- Strangio. Una faida sanguinosa andata avanti per anni e culminata a Ferragosto 2007 quando a Duisburg, in Germania, davanti ad un ristorante, furono uccise sei persone ritenute legate ai Pelle-Vottari. Una strage che secondo gli inquirenti della Dda di Reggio Calabria e gli investigatori dell’Arma e della polizia, che poche settimane dopo arrestarono gran parte degli esponenti dei due schieramenti nell’operazione Fehida, era la risposta all’agguato del Natale del 2006. Agguato nel quale furono ferite quattro persone, tra cui un bimbo di 5 anni, e restò uccisa Maria Strangio, moglie di Gianluca Nirta, il boss dello schieramento avversario. Da lì sarebbe nata la sete di vendetta dei Nirta-Strangio culminata con la strage di Duisburg.

Santo Vottari era stato accusato di essere stato tra gli organizzatori della spedizione di morte di Natale, ma era stato poi assolto in primo e secondo grado dall’accusa di omicidio e condannato, invece, per associazione mafiosa. La sua “latitanza”, comunque, era cominciata ben prima che fosse emesso nei suoi confronti un provvedimento restrittivo. Nel timore della vendetta degli avversari, infatti, aveva fatto perdere le sue tracce subito dopo la strage di Natale, così come altri affiliati alla sua cosca. Latitanza finita ieri in un piccolo rifugio nell’edificio della sua famiglia.


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