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VIA 200 DIPENDENTI, CHIUSI VARI NEGOZI E LA SEDE DI MILANO


FIRENZE.Scossone nella maison fiorentina Roberto Cavalli: il gruppo prima annuncia la conclusione della collaborazione con lo stilista Peter Dundas e poche ore dopo diffonde un comunicato che rende noto, tra l’altro, un taglio dell’organico a livello mondiale di circa 200 dei 672 dipendenti complessivi e la chiusura della sede di Milano, nonché di una serie di negozi.La riorganizzazione porta la firma dell’ad del gruppo Gian Giacomo Ferraris, nominato a luglio 2016. “Si parla di 200 persone, intendo forza lavoro nel mondo, quindi design, sviluppo prodotto, produzione, logistica, ma anche negozi”,spiega Ferraris. Una scelta che provoca la preoccupazione dei dipendenti: oggi pomeriggio si svolgerà un’assemblea dei lavoratori nella sede fiorentina dell’azienda.Ma la riorganizzazione tocca vari comparti:innanzitutto la chiusura della sede e dell’ufficio stile di Milano,con l’obiettivo di trasferire tutte le funzioni all’Osmannoro (Firenze).“Tutto sarà spostato nell’head quarter fondato da Roberto Cavalli all’Osmannoro. L’ufficio stile, vendita e logistica, tutto sarà a Firenze”, osserva l’amministratore delegato, anche se resta da capire da quando sarà effettivo il totale spostamento sul capoluogo toscano. “Dipende dall’accordo operativo con sindacati. Mi auguro dal primo trimestre 2017 - dice Ferraris -. Il taglio dei costi è la prima attività del piano di sviluppo.E il taglio dei costi dipende solo da noi, mentre il piano di crescita dipende dal mercato. Stiamo già facendo un piano di rilancio”. Le voci che riguardano i tagli includono la razionalizzazione della produzione, della logistica e della rete retail, con una serie di chiusure di alcuni negozi. Saranno chiusi “i negozi che non fanno profitto - rileva l’amministratore delegato -, che non ci danno visibilità, quelli che sono negozi piccoli in aree non giuste. Venezia, Madrid, Vienna verranno chiusi”.A fine aprile 2015 la griffe è passata al fondo Clessidra, e sebbene quell’anno abbia rappresentato una fase di transizione, il fatturato ha registrato un calo del 14,2%, portando sia 179,7 milioni di euro (erano 209,4 i milioni di euro nel 2014, con una crescita del +4,2% rispettoal2013). E le previsioni del 2016 non annunciano unaripresa. “Per questo 2016 la previsione del fatturato è intorno ai 150-160 milioni di euro - afferma l’amministratore delegato-.Sono arrivato da due mesi. Ho trovato un forte calo delle vendite. La prima cosa da fare è portare l’azienda a una gestione positiva”. Tra gli interventi da mettere in cantiere c’è anche la nuova direzione creativa, dopo la conclusione del rapporto con Dundas. Lo stilista ha guidato il brand per tre stagioni, l’ultima collezione che ha presentato è stata la primavera/estate 2017, poche settimane fa a Milano. “E’ vero che in questo momento la nostra priorità è che i designer si possano esprimere - è la tesi dell’ amministratore delegato del gruppo -. Se siamo fortunati come Valentino e Gucci siamo in grado di valorizzare questi talenti. Questo è un brand che prima o poi dovrà avere una visione in linea con il fondatore.E normalmente il direttore creativo deve gestire tutte le linee”. Ancora però è presto per sapere quale stilista dovrà recuperare questo forte heritage del brand.


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