Centri di sbarco in Tunisia


MIGRANTI/IL PIANO DELL’UE PREVEDE UNA PRIMA SELEZIONE IN NORD AFRICA


BRUXELLES. Non più negli hotspot italiani: i migranti soccorsi in mare lungo la rotta del Mediterraneo centrale potrebbero ben presto sbarcare in apposite “piat- taforme regionali”, centri gestiti dall’Onu in collaborazione con l’Ue, sulle coste dell’Africa del Nord, forse in Tunisia, dove verrà condotto un primo triage per dividere i migranti economici da quanti hanno effettivamente bisogno di protezio- ne. Il piano, elaborato dalla Commissione europea con l’Unhcr e l’Oim per allentare la pressione sull’Italia, potrebbe essere la svolta che riporta la pace al tavolo dei leader Ue, spianando la strada alla riforma di Dublino e alla riapertura delle frontiere interne dell’area Schengen.

Il progetto, che trova già spazio nella prima bozza di conclusioni del Vertice eu- ropeo del 28 e 29 giugno, potrebbe essere trainato proprio dalla locomotiva franco- tedesca, che ieri a Meseberg ha fatto la sua messa a punto per girare alla stessa velocità. Missione riuscita, almeno sembra, a giudicare dal sorriso di Angela Merkel, che al termine dell’incontro con Emmanuel Macron ha annunciato la volontà comune di “accogliere le valutazioni dell’Italia”, uno dei Paesi più esposti alla crisi migratoria. Anche se il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato ad annunciare entro “due o tre giorni” la proposta italiana sulla quale Roma si confronterà con i partner europei.

In Germania con la cancelliera tedesca e il capo dell’Eliseo c’era anche Jean- Claude Juncker per condividere con loro il progetto. I riscontri sono stati positivi, lasciano filtrare fonti europee. E la mossa sembra correre anche nella direzione desiderata da Giuseppe Conte, che oggi vedrà a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, impegnato nel suo tour delle principali capitali per trovare un accordo sul dossier prima del summit di fine mese.

Una delegazione di Bruxelles, tra l’altro, ha illustrato proprio ieri il progetto anche a stretti collaboratori di Salvini. “La migrazione la concepiamo come sfida comune” e “il nostro obiettivo resta una risposta europea. Vogliamo evitare che l’Europa si divida. Sosteniamo le proposte della Commissione e il rafforzamento di Frontex”, ha avvertito Merkel che, bersagliata dalle critiche del presidente Usa Donald Trump, sul controverso dossier dei migranti si gioca anche una difficile partita interna col ministro dell’Interno ‘falco’ Horst Seehofer.

Pienamente a sostegno della partner europea è apparso Macron: “Reagiremo in modo coordinato, nel segno di una cooperazione. Non possiamo rispondere in modo efficiente senza coordinamento”, ha spiegato. Intanto da alcune dichiarazioni del- l’inviato speciale dell’Unhcr per la rotta del Mediterraneo Centrale, Vincent Coche- tel, emergono dettagli sui centri per gli sbarchi in Nord Africa. In pratica, con le “piattaforme regionali per gli sbarchi” i Paesi ospitanti dovrebbero autorizzare l’utilizzo del loro territorio senza essere necessariamente coinvolti nelle missioni post-sbarchi.

I migranti che non avranno bisogno di protezione internazionale verrebbero aiutati a tornare nei propri Paese d’origine, mentre gli altri sarebbero fatti spostare in centri più a sud, per entrare nei canali per i reinsediamenti verso l’Europa, come avviene col progetto pilota che l’Ue ha attivato in Niger. Ma attenzione, si evidenzia a Bruxelles, il progetto delle “piattaforme” non ha niente a che vedere con quello austriacodanese di un centro in Albania dove rinviare i migranti già arrivati in Ue. Sono due concetti diversi. Ed è all’iniziativa austriaco-danese che il commissario Di- mitris Avramopoulos si riferiva quando oggi è sembrato frenare parlando di “pro- posta ancora poco concreta”.


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