Chiamatele pure “Fantozziadi”



RIODEJANEIRO.La linea 4 della metropolitana non terminata in tempo, il traffico impazzito, il vento che fa crollare il pontile per i velisti proprio mentre a Copacabana l’acqua invade la celebre avveniva Atlantica, causandone la chiusura: e poi, vero toccasana per l’immagine, i molti bagni del villaggio olimpico senza lavandini e con wc non funzionanti, guai che si vanno ad aggiungere agli inconvenienti di ogni tipo (alcuni dei quali frutto di atti di sabotaggio commessi da operai non ancora pagati) nella “casa” degli atleti.

L’altro volto dei Giochi si chiama Fantozziadi: tutto ciò che non funziona nella città olimpica. C’è persino già un campione olimpico di sfortuna nel subire le conseguenze di questa inefficienza: la delegazione australiana, che ha anche protestato formalmente per alcuni furti subiti al Villaggio, laptop e un’ingente quantità di polo e magliette del team (in particolare “tutte quelle a maniche lunghe che ci eravamo portati per via del virus Zika”, ha precisato la capo missione Kitty Chiller) nei momenti successivi all’evacuazione della palazzina “aussie” per un allarme anti-incendio.

“Riconosciamo di avere problemi ad effettuare controlli più stretti sugli accessi delle persone, viste le dimensioni della struttura” ha replicato il portavoce del comitato organizzatore di Rio 2016. “Sono cose che capitano sempre nei giorni precedenti l’inizio dei Giochi”, hanno commentato invece all’unisono il presidente del Cio Thomas Bach e quello del comitato organizzatore Carlos Arthur Nuzman, secondo il quale “in certi casi, ovvero i problemi causati dalla forza della natura, si può fare poco”.

Rimane il fatto che i problemi continuano, dall’allarme antincendio nella palazzina degli australiani causato da un mozzicone di sigaretta gettato tra i rifiuti, all’improvvisa mancanza di acqua che domenica ha costretto alla chiusura

anticipata il fast food e altri punti di ristoro del villaggio. E aspettando sua maestà Usain Bolt, che al villaggio soggiornerà dal 3 agosto, c’è chi si ritrova alle prese con finestre che non ci sono, al massimo è stata fissata la zanzariera, e ancora con i sanitari ostruiti.

Anche il Parco Olimpico, con gli impianti sportivi e i “media center”, assomiglia a un enorme cantiere, e a tenere il fiato sospeso c’è anche il problema del traffico. Da domenica, sono in vigore le corsie olimpiche, riservate ai mezzi dei Giochi, precluse anche ai taxi, mentre dal 5 agosto sarà completamente chiuso al passaggio dei mezzi privati, a parte auto “olimpiche” e navette, il tratto finale del lungo viale che porta alle strutture

olimpiche. All’associazione tassisti carioca che chiedeva spiegazioni per un provvedimento così severo è stato risposto che la decisione è stata presa per il rischio attentati. “Anche un’auto gialla può trasformarsi in bomba”, è stato fatto presente, e le discussioni a quel punto sono magicamente finite, sebbene ciò significhi che spettatori e addetti ai lavori all’uscita dal Parco Olimpico prima di trovare un taxi dovranno camminare per chilometri. Facendo un po’ di sana pratica sportiva, da bravi partecipanti alle Fantozziadi, ma esponendosi al rischio di qualche ulteriore guaio strada facendo.


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