Cinema/Tommy Lee Jones, 70 anni da protagonista



LOS ANGELES. Era così bravo a giocare a football che ha vinto un Oscar. Potrebbe essere riassunta così la carriera di Tommy Lee Jones (nella foto Ansa), che il 15 settembre compie 70 anni. Nato a San Saba in Texas nel 1946 l’attore di Men in Black, il fuggiti- vo e Non è un paese per vecchi ha infatti vissuto un’infanzia difficile, con genitori operai, non ricchi, sempre in lite e affranti dalla morte del fratello minore. Premesse che avrebbero reso difficile gli studi al giovane Tommy se non fosse stato per il suo talento per lo sport dalla palla ovale. Grazie al football infatti ottiene una borsa di studio per Harward, diventa compagno di stanza di All Gore e conosce il mondo del teatro prendendo parte alle rappresentazioni studentesche, “Ma non ho mai preso lezioni di recitazione”. Non è però il classico esempio del giovane spor- tivo senza passione per lo studio, anzi. Tommy Lee Jones si laurea in lettera- tura inglese e quando la sua carriera sportiva finisce a causa della sua costituzione non abbastanza possente, si si trasferisce a New York e tenta la carriera artistica. Ottiene una parte a Broadway, lavora in tv (è nel pilot di Charlie’s Angeles) e poi si trasferisce a Los Angeles dove arriva al successo con film come JFK - Un caso ancora aperto di Oliver Stone, Men in black accanto a Will Smith, Il petroliere e Non è un paese per vecchi dei fratelli Cohen.

E’ Il fuggitivo accanto a Harrison Ford, che gli regala l’Oscar, nel 1993. Nella sua carriera sarà candidato 4 volte, la prima per JFK, la seconda, quella dell’Oscar per Il fuggitivo, poi nel 2008 arriva la candidatura al miglior protagonista per il dramma sull’11 settembre Nella valle di Elah e infine tre anni fa l’ultima, da non protagonista, per Lincoln di Steven Spielberg. .“Non ho nessun senso dell’umorismo”, ama raccontare a chi gli chiede di quel viso sempre imbronciato. Della sua carriera d’attore, ormai quarantennale, ne sottolinea il grado di in- certezza perenne: “E’ sta- to detto, ed è la verità, che ogni attore ha un momento, ogni anno della sua carriera, in cui è certo di non lavorare mai più. Credo che sia per questo che un giorno Laurence Olivier disse: ‘Se tu hai la possibilità di scegliere, allora non fare l’attore’.” Così lui, che dopo essere stato scartato da un campo da football, non aveva altra scelta che fare l’attore, ha messo su un curriculum che conta 78 titoli come attore e 4 come regista.

“Ho lavorato con una cinquantina di registi e ho fatto attenzione sin dal primo giorno. E’ stata questa la mia educazione professionale, a parte lo studio della storia dell’arte e l’hobby delle riprese con la mia stessa telecamera.

Ho visto almeno una cinquantina di errori possibi- li e cinquanta modi di ottenere un risultato, dirigere non è difficile, basta lasciare fuori i possibili errori”. Sempre molto geloso della sua vita privata, Tommy Lee Jones possiede un ranch di 3000 acri a San Antonio, in Texas “Mi piace il cinema e l’agricoltura”, ama dire. Sposato tre volte, ha divorziato due. Il primo matrimonio, nel ’71, è con Kate Lard- ner, il secondo, dieci anni dopo con Kimberlea Clou- ghley, che gli ha dato due figli, Austin Leonard, 34 anni e Victoria 25, entrambi attori. Con Austin ha recitato in Screen Two: The secret - L’ultima spia (1986), in- terpretando padre e figlio anche sullo schermo. Il matrimonio più duraturo è con l’attuale moglie, l’attrice Dawn Jones, sposata nel 2001. A settant’anni l’attore texano non pensa alla pensione, ora è sugli schermi con Jason Bourne, mentre a novembre arrive- rà Mechanic: Resurrection, action thriller diretto da Dennis Gansel in cui recita accanto a Jason Statham e Jessica Alba.


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