Cinque nomi per una poltrona



DONALD TRUMP PER LA SUCCESSIONE DI NIKKI HALEY PENSA ANCHE A DINA POWELL

WASHINGTON. L’America si interroga sul futuro dell’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley dopo l’annuncio a sorpresa delle sue dimissioni, mentre scatta il totonome per il suo successore, che vede in pole position l’ex vice consigliera per la sicurezza nazionale Dina Powell, ora dirigente di Goldman Sachs. La Haley ha spiegato di volersi prendere una pausa e ha escluso di correre per la Casa Bianca nel 2020, promettendo di far campagna per Donald Trump. Ma restano i dubbi sulle vere motivazioni e sull’obiettivo finale dell’ex governatrice del South Carolina, nella convinzione che questa stella cometa del firmamento repubblicano avrà una lunga coda. Sulle possibili cause che possono aver indotto la Haley a lasciare c’è la sua diminuita influenza, dopo la nomina del segretario di Dina stato Mike Pompeo e del consigliere per la Powell sicurezza John Bolton, e il suo crescente esautoramento dalle decisioni più importanti prese alla Casa Bianca in politica estera. Potrebbero aver pesato anche i suoi debiti per oltre un milione di dollari, con due figli da mandare al college, inducendola a passare al più redditizio settore privato. O le ombre di abusi etici, per aver accettato di volare gratis, per un valore equivalente a decine di migliaia di dollari, su aerei privati di uomini d’affari che avevano appoggiato la sua campagna a governatore della South Carolina, come denunciato dall’ong Citizens for Responsibi- lity and Ethics. Ma sullo sfondo resterebbero le sue ambizioni presidenziali. Difficile però pensare di correre contro Trump nel 2020. Il tycoon controlla ormai il Grand old Party (Gop) e resta tra i presidenti più popolari tra gli elettori repubblicani: nessuno sembra in grado di batterlo nelle primarie tra due anni, a meno che le elezioni di Midterm, trasformate in un referendumsudilui,nonsianounadebacleper il Gop. Haley potrebbe aver fatto una doppia scommessa, scegliendo un momento non sospetto per prendere le distanza dal presidente: prepararsi come candidata alternativa se Trump dovesse essere travolto o logorato dal voto di Midterm o scendere in campo nel 2024. C’è anche una ipotesi di mezzo: un ticket con il tycoon nel 2020, come vicepresidente donna che potrebbe corteggiare l’elettorato femminile ostile a Trump, ma sembra difficile che Mike Pence venga scaricato. Se dovesse attendere il 2024, per la Haley il problema sarebbe come tenere un alto profilo politico così a lungo. In ogni caso resta una minaccia potenziale per Trump. Intanto Trump ha promesso di nominare il nuovo ambasciatore all’Onu in 2-3 settimane. Nella short list cinque nomi, tra cui pare anche il controverso ambasciatore in Germania, Ric Grenell, che però il presidente preferirebbe tenere a Berlino perchè “sta facendo bene”.


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