Cinque saggi tedeschi criticano la Bce di Draghi



BERLINO. I "cinque saggi dell'economia" tedesca, gli esperti che consigliano governo e Parlamento di Berlino su questioni economico-politiche, hanno criticato la politica monetaria della Bce di Mario Draghi sostenendo che è espansiva in maniera destabilizzante e non spinge abbastanza a fare riforme. Le critiche sono contenute nel rapporto annuale che viene pubblicato domani a Berlino ma che è stato anticipato in sintesi da alcuni media tedeschi. Il Consiglio di esperti economici della Germania "giudica in maniera critica l'eccesso di denaro" messo in circolazione dalla Banca centrale europea, sintetizza il sito della FrankfurterAllgemeine Zeitung (Faz). La dimensione dell'allentamento monetario, a fronte della ripresa economica, "non è più adeguato". Con un implicito ma intuibile riferimento a rinviate riforme in Paesi ad alto debito come quelli sud-europei i saggi - tra cui spicca il rigorista Lars Feld, spesso descritto come 'vicino' al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble - sostengono che la politica monetaria di Draghi "nasconde i problemi", riferisce la sintesi della Faz. Nel complesso la Bce minaccerebbe in maniera crescente addirittura la stabilità dei mercati finanziari. Le critiche giungono proprio nel quinto anniversario dell'insediamento di Draghi, alla guida della Banca centrale europea dal primo novembre 2011. Gli economisti tedeschi, nel rapporto dal titolo "Tempo di riforme", affrontano anche questioni più 'politiche' a livello europeo affermando che "la crisi nell'area dell'euro ha rafforzato lo scetticismo nei confronti dell'Europa". Con la Brexit e l'affermarsi di partiti populisti, "senza la disponibilità a riforme fondamentali, l'efficienza economica di lungo periodo dell'Unione europea (Ue) non può essere assicurata", è il loro monito. I 'saggi', almeno secondo le sintesi di media tedeschi, prendono di mira lo stesso governo della cancelliera Angela Merkel accusandolo di non fare abbastanza per stimolare la crescita economica. Nel rapporto quella reale viene prevista all'1,9% quest'anno e solo all'1,3% nel 2017. Per l'eurozona la previsione è di 1,6% per il 2016 e di 1,4% per l'anno prossimo. Il Consiglio fra l'altro entra anche nel dibattito in pieno svolgimento sugli interventi necessari per evitare che i rendimenti pensionistici tedeschi provochino in futuro una diffusa povertà fra gli anziani e chiede un'età pensionabile più alta. Pur mantenendo la libera circolazione di merci, servizi e persone, i saggi definiscono "adeguata" un'eventuale "integrazione ritardata nei sistemi sociali" nell'Ue a causa delle migrazioni. Di fronte al fenomeno dei migranti, viene consigliato alla politica si porre attenzione alla lotta delle cause delle migrazioni e ad "un effettiva difesa dei confini esterni" dell'Unione europea.


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