Cinque Stelle ago della bilancia

BALLOTTAGGI/POLEMICHE SUI PRESUNTI ACCORDI TRA GRILLINI E DEMOCRATICI



di Giovanni Innamorati

ROMA. Un accordo di desistenza tra M5s e Pd in Molise? Più fonti locali lo segnalano anche se le parti interessate negano. Tanto basta per far deflagrare il caso a livello nazionale a conferma dell’estrema sospettosità che ancora regna tra Lega e Cinque stelle. I Dem, secondo una ricostruzione, appoggerebbero il candidato del Movimento al ballottaggio a Campobasso, mentre il candidato Democrat a Termoli riceverebbe il voto dei pentastellati; in entrambe le città l’avversario è un candidato del centrodestra. Un caso - smentito sia dal Pd che dai 5S - che riguarda un esiguo numero di votanti ma che ha acceso la polemica politica nell’ultimo giorno prima del silenzio elettorale nei 136 comuni (di cui 15 capoluoghi) dove si voterà coinvolgendo 3.648.485 elettori. Le trattative in Molise, condotte esclusivamente a livello regionale, hanno avuto una fase informale fino a giovedì. La Direzione regionale del Pd infatti ha approvato un documento in cui, per quanto riguarda Campobasso, ha ribadito “che la natura europeista, antifascista, progressista, antisecessionista ed anti-razzista del Pd non consente neppur di ipotizzare un sostegno allo schieramento politico guidato dalla Lega Nord”. In più la Direzione Dem ha esortato i propri sostenitori “a recarsi ad esercitare il diritto di voto”. E a contrastare l’esponente leghista vi è un candidato di M5s, Roberto Gravina. Questi, il 3 giugno, in conferenza stampa, a proposito del sostegno che esponenti del centrosinistra gli avevano espresso ha detto: “Sono contento, mi fa piacere. Non abbiamo voluto fare apparentamenti formali, ma un’interlocuzione c’è stata”, anche se questo non comporta intese per la Giunta. Poi giovedì alla presenza di Luigi Di Maio ha precisato: “Nessun accordo, ho letto fantasie anche su questo, ho sentito che c’era un accordo sulle persone, scambi, ti do un assessore, allarghiamo la maggioranza... Nulla di tutto questo. C’è stato un dialogo che è stato richiesto che era doveroso”. Il Pd in questa situazione incasserebbe l’appoggio ad Angelo Sbrocca a Termoli da parte degli elettori di M5s. Nel pomeriggio, alla diffusione sui media dell’accordo di desistenza, è arrivata la secca smentita dal M5s a livello nazionale (il Movimento non dà indicazioni di voto) e dal segretario regionale Dem Vittorino Facciola.Fonti di M5s ricordano che, ove ci fosse stata qualche intesa da parte di dirigenti locali, si passerebbe all’espulsione dal Movimento. E a riscaldare il clima ci ha pensato la Lega che ha gridato all’”inciucio a sinistra”, anche se poi in serata ha espresso “soddisfazione” per la smentita di M5s. Nei 15 capoluoghi, i Cinque Stelle sono al ballottaggio solo a Campobasso ma sono in più realtà l’ago della bilancia che determinerà la vittoria di uno o dell’altro candidato negli altri 14 ballottaggi principali di domenica prossima anche se indicazioni ufficiali di voto non ce ne sono. Le sfide, vedranno contrapposti, per la stragrande maggioranza dei casi, candidati del centrosinistra o del centrodestra. In casa Dem si conta su un appoggio informale dell’elettorato di M5s specie in alcune regioni (Emilia, Toscana, Lazio), perché una frenata della Lega arginerebbe Salvini nei rapporti di forza interni alla maggioranza.

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