Clegg: perdita e rinascita



CAGLIARI. La perdita delle persone, delle cose, di quello che si è costruito nella propria vita. L’assenza e il dolore. Come in un puzzle Bill Clegg, agente americano di successo, racconta nel suo primo romanzo ‘Mai avuto una famiglia’ come sopravvivere e rinascere davanti a questo vuoto.

“‘Lei andrà via’. Un giorno ho scritto queste parole e ho capito che era qui l’anima del libro” dice all’Ansa Clegg, 44 anni, ospite dell’ottava edizione del Festival letterario internazionale Leggendo Metropolitano di Cagliari che si concluderà domenica. June, unica sopravvissuta al rogo della sua casa nel Connecticut per una fuga di gas, è la protagonista di questo libro definito uno dei migliori del 2015, pubblicato in Italia da Bompiani nella traduzione di Beatrice Masini, che è stato selezionato per il National Book Award, il Man Booker Prize e la Andrew Carnegie Medal. Tra le fiamme se ne sono andate Lolly, la figlia di June, alla vigilia del suo matrimonio, lo sposo, l’ex marito e il nuovo compagno della mamma della ragazza.

Scopriamo tutto a ritroso, compiendo un viaggio al contrario dove si intrecciano le storie di diversi personaggi come Lydia al servizio delle signore benestanti o la madre di Rick che prepara la torta nuziale. “C’è una parte di me in ciascuno di questi personaggi” spiega Clegg, che da tre anni è sposato con il suo compagno Van a cui è dedicato il libro, ed è autore di due memoir ‘Ritratto di un tossico da giovane’ (Einaudi) e ’90 giorni’ (Il Saggiatore) in cui ha raccontato la sua dipendenza dall’alcol e dalla droga e la sua disintossicazione e rinascita.

“Prima di arrivare alla disintossicazione avevo una vita, una carriera di agente letterario, una bellissima casa, un bel rapporto e tutto quello su cui si basava la mia esistenza è andato perduto per sempre. Ho raccontato questo nel mio primo memoir e nel secondo ho parlato di come sono riuscito a sopravvivere e a recuperare la mia vita dopo aver toccato il fondo. In June e Lydia c’è parte di tutto questo” dice lo scrittore che ha impiegato 7 anni per scrivere questo romanzo, partito come un diario sulla sua piccola città d’origine nel Connecticut.

“Per molto tempo è stato un progetto senza collocazione, aggiungevo voci, per- sone che raccontavano storie, anche negative nei confronti di June. Ho voluto

anche dar voce alle tensioni fra l’upper class e il livello sociale più basso, come se non esistesse la via di mezzo” dice. Molti gli elementi simbolici del romanzo dove i fiori per la festa di nozze diventano coro- ne e le aspettative del futuro si trasformano in lutto. I capitoli sono scanditi dai nomi dei personaggi.

“Il titolo è il verso di una poesia di Alan Shapiro che ho proposto diverse volte ad alcuni autori ma non è mai stato utilizzato. Aspettava il mio libro al quale calza alla perfezione. I periodi peggiori della propria vita, le crisi, si possono attraversare se hai accanto qualcuno che ti può aiutare Può essere la tua famiglia d’origine, ma più spesso la nostra vera famiglia sono le persone che scegliamo di avere accanto. E sono queste ultime che nei momenti di dif- ficoltà ci fanno riavvicinare anche ai no- stri genitori e parenti più stretti. Anche io ho potuto superare le dipendenze chie- dendo aiuto agli altri” racconta Clegg e a

vederlo ora, in perfetta forma, con un fisico atletico e un atteggiamento positivo, non si direbbe mai che abbia conosciuto l’inferno delle dipendenze da cui ha deci- so di uscire a 34 anni.

“Ho avviato una nuova agenzia letteraria con sei persone che lavorano con me. Una grande vittoria per me rientrare nel mondo dell’editoria. Sono molto orgoglioso di questo. Molti clienti che avevo perduto sono tornati e sento di avere una responsabilità nei loro confronti. Quella di agente è la mia identità primaria che mi concede la libertà di lavorare come scrittore”.

Dopo ‘Mai avuto una famiglia’ Clegg sta lavorando a un nuovo romanzo in cui “torna - racconta - un personaggio secon- dario del precedente e diventa protagoni- sta: la mamma di Rick che aveva preparato la torta nuziale per Lolly”. Un nuovo viag- gio con la Pennsylvania e New York come scenario.


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