Colonia ha paura dei turchi



BERLINO. Si annuncia a rischio la manifestazione prevista per domani nel centro di Colonia a sostegno di Recep Tayyip Erdogan dopo il fallito golpe in Turchia. La Polizia tedesca si attende circa trentamila sostenitori del presi- dente turco nella città renana per reclamare l'appoggio della Germania - dove vivono tre milioni di turchi - al governo di Ankara. Appoggio che fino ad ora non si è manifestato; se non altro perché Berlino non ha mancato di sottolineare l'opposizione alla repressione attuata contro i golpisti da Erdogan, definita dal ministro degli Esteri Steinmeier senza giri di parole come una "caccia alle streghe".

Un repressione che va avanti. Ieri il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, in una intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha detto che in Turchia potrebbe tenersi un referendum sulla reintroduzione della pena di morte. Una decisione del genere, ha detto, "non si prende sull'onda del momento e forse può essere assunta con un referendum".

Cavusoglu ha anche affermato che gli almeno 89 giornalisti per cui finora è stato richiesto l'arresto per presunti legami con la rete di Fethullah Gulen - accusato da Ankara del fallito golpe - "hanno lavorato in media che appartenevano a questa organizzazione terroristica", di Gulen, per l'appunto.

Allo stesso tempo, il ministro dell'In- terno, Efkan Ala, ha reso noto che le autorità hanno revocato i passaporti di 49.211 persone per sospetti legami con la rete di Gulen; mentre il premier, Binali Yildirim, ha dal canto suo annunciato la chiusura delle caserme militari usate dai golpisti a Istanbule Ankara, tra cui la base aerea di Akinci nella capitale; e la procura di Smirne ha spiccato un mandato di cattura per 203 poliziotti sospettati di legami sempre con la rete di Gulen. A Colonia, intanto, dove già ieri ci sono state delle schermaglie, domani si temono disordini, ma la manifestazione, a meno di sorprese dell'ultimo minuto, si terrà. "Non abbiamo evidenza di possibili minacce alla quiete pubblica", ha detto il capo della Polizia di Colonia, Juergen Mathies, che però ammonisce: "Interverremo in maniera decisa e puntuale non appena ci renderemoconto della minima possibilità di violenze". L'iniziativa è organizzata dall'Unione dei democratici turchi europei (Uetd) che sostiene Erdogan. Le associazioni curde hanno annunciato di aver annullato le contro-manifestazioni inizialmente previste per evitare rischi di ordine pubblico. Ma i politici tedeschi sono critici sulla manifestazione pro-Erdogan e temono i conflitti interni alla comunità turca che rappresenta in Germania l'etnia più numerosa dopo quella tedesca. Il vice presidente della Cdu, Jens Spahn, ha messo in dubbio la doppia cittadinanza turco-tedesca: "I turchi che vivono in Germania devono decidersi a quale Paese giurare fedelta'", ha detto. E la presidente del Land Nordreno-Vestfalia, Hannelore Kraft (Spd), ha messo in guardia i partecipanti di domenica a Colonia: "Non trasferite nella vostra patria adottiva conflitti politici interni alla Turchia". In ogni caso, la palla è in mano alla polizia, che inizialmente aveva anche pensato di far tenere la manifestazione non nel centro, ma in periferia. Sarà determinante l'eventuale presenza di membri del governo turco. "Ove succedesse - spiega la polizia - la situazione sarebbe tale da non poter garantire l'ordine pubblico; allora la manifestazione verrebbe annullata: ma questa è una soluzione di ultima istanza". Ad accrescere la tensione tra Berlino ed Ankara la richiesta alla Germania di consegnare i sostenitori del predicatore Gulen che vivono sul suo territorio. Ipotesi non presa in considerazione dal governo tedesco, sostiene la Faz, giacché Angela Merkel ha ribadito che la Germania "è legata alle procedure dello Stato di diritto".


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