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Com’è cambiata l’Inter


LA SQUADRA/Pioli ha operato sulla fragilità psicologica, sulla difesa e recuperato Miranda


MILANO. La rimonta sembrava impossibile ma dopo la vittoria sulla Lazio, l’Inter può davvero credere nella Champions League. I numeri di Stefano Pioli fanno ben sperare. Cinque vittorie, due sconfitte (di cui una sola in campionato) e un pareggio nel derby. Un bilancio positivo che testimonia la svolta dopo i mesi bui di De Boer. Pioli ha lavorato sull’atteggiamento della squadra nerazzurra, sempre convinto che sia la testa a comandare le gambe. E l’Inter è passata dall’essere fragile e incostante a agguerrita e cinica. Uno ad uno, Pioli ha messo mano ad ogni problema della squadra nerazzurra. La difesa sta recuperando quella compattezza vista all’inizio della passata stagione. Miranda, responsabilizzato, sta rispondendo positi- vamente alle richieste del tecnico. Murillo, dopo un periodo di calo, è tornato ad essere efficiente e ordinato. D’Ambrosio si sta guadagnando il rinnovo di contratto che potrebbe essere annunciato a breve. Anche la dipendenza da Icardi non è più un problema. L’argentino è il bomber indiscusso ma all’occorrenza ci pensano Brozovic, Candreva e Banega. L’Inter, sotto la guida del tecnico emiliano, ha segnato in media più di due gol a partita. Per la gioia di Suning che dopo 100 milioni di investimento, può vedere un futuro positivo. Zhang Jindong ha salutato a pranzo dirigenti e allenatore brindando ad un nuovo anno nel segno del ritorno in Champions League. La mano di Pioli si vede soprattutto nel recupero di quei giocatori rimasti finora in ombra. Kondogbia, contro la Lazio, ha giocato la sua miglior partita in nerazzurro. E finalmente si è intravsto il potenziale tanto decantato da Mancini. Banega, rimasto spesso in panchina, non ha fatto rimpiangere Joao Mario e nel secondo tempo contro i biancocelesti è tornato ad essere quel giocatore visto a Siviglia.Ora però bisognerà capire quali giocatori sono da sacrificare per sfoltire la rosa e fare cassa. Nel mercato di gennaio l’imperativo è vendere. Gabigol che su Twitter ha festeggiato la presenza contro la Lazio “che bello! Forza Inter”, potrebbe essere ceduto in prestito. Il suo agente, che il 12 sarà a Milano per parlare con l’Inter, vorrebbe che il brasiliano restasse in nerazzurro. “Deciderà Pioli”, ha dichiarato a calciomercato.com. Il tecnico si confronterà con il ds Ausilio e deciderà le mosse. Sicuramente sarà addio per Jovetic, non convocato nelle ultime due partite, nonostante un post da “uomo squadra” pubblicato sui social: “Grandissima prestazione ieri sera. Complimenti a tutti”. Biabiany dovrebbe fare le valigie come Gnoukouri. Felipe Melo non vuole lasciare Milano e la cessione di Kondogbia nonpiù così certa. Dubbi da risolvere nella sosta natalizia per tornare al lavoro con maggiori certezze confermando l’atteggiamento visto nelle ultime tre vittorie. A gennaio l’Inter affron- terà Udinese, Chievo, Bologna e Pescara: vincere si può anche per continuare a sognare la clamorosa rimonta. PALACIO FIDUCIOSO - “Ho fiducia per il 2017. Lavoriamo bene, siamo un’ottima squadra ma dobbiamo dimostrarlo in campo. Vogliamo arrivare tra le prime tre in classifica”: lo dice Rodrigo Palacio in un’intervista al canale tematico del club. L’argentino parla anche degli allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra quest’anno. “Con Mancini - dice - siamo stati bene. Si faceva carico delle pressioni e noi lavoravamo con serenità. Peccato che sia finita così. De Boer aveva idee diverse ma non ha avuto tempo. Mentre Pioli è molto preparato e siamo tutti contenti che sia arrivato perchè crediamo possa farci migliorare tanto”. Poi spiega quelli che sono i suoi progetti futuri: “Ho un contratto con l’Inter fino a giugno ma vorrei rimanere in Italia”. ANCORA SIMEONE - “Ho un contratto con l’Atletico fino al 2018 e da quando ho detto con naturalezza che un giorno guiderò l’Inter, tutti mi vedono via da Madrid. Ma il mio contratto può essere rinnovato”: lo dice Diego Simeone in un’intervista a Marca. “Sarà difficile - aggiunge - trovare una squadra migliore nel mio futuro di allenatore. Quindi perchè non dovrei continuare a legarmi ad un luogo che mi piace e dove mi vogliono?”. Simeone spiega anche le motivazioni che hanno portato ad inizio stagione a rinegoziare il suo contratto che scadrà nel 2018 e non del 2020 come da accordi precedenti: “Penso sia stata la decisione migliore che potessimo prendere pensando al bene dell’Atletico. Mi devo impegnare per il rinnovo e se il club vorrà contare ancora su me e il mio staff potremo continuare insieme”.


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