Conte, panettone indigesto

CHAMPIONS LEAGUE/Dopo il tonfo contro il Real Madrid e gli ottavi in bilico, viene preso di mira dai tifosi che lo vogliono fuori... prima di Natale



MILANO. "Conte out" è la parola d'ordine tra i tifosi nerazzurri. L'hashtag continua a spopolare su Twitter anche il giorno dopo la sconfitta dell'Inter contro il Real Madrid, che ha ridotto a un lumicino le possibilità di centrare gli ottavi di finale di Champions League. Il tecnico è sempre più sotto accusa, tra i risultati che non arrivano e i malumori che non si fermano dopo le ultime pessime prestazioni di Lukaku e compagni. Le dimissioni, più che l'esonero da parte della società, vengono chieste a gran voce da una larga parte del tifo interista. Una tensione che sembra emergere anche dalle parole dello stesso Conte che, per la prima volta da qualche tempo, non è sembrato così sicuro riguardo il suo futuro in nerazzurro. "C'è da lavorare tanto, ma se non mangerò il panettone si vede che non l'avrò meritato", le sue parole a Striscia La Notizia, che gli ha consegnato il Tapiro d'oro dopo il ko col Real Madrid. "Se la squadra mi rema contro? Questa è una domanda stupida", ha aggiunto, provando a spegnere le voci su uno spogliatoio tutt'altro che unito dopo le ultime prestazioni. Per ora, tuttavia, Conte non rischia: complice anche la situazione legata al Covid, che ha ridotto le entrate del club (oggi intanto l'assemblea dei soci approverà il bilancio al 30 giugno 2020 con una perdita di circa 100 milioni di euro), sembra difficile l'ipotesi di un esonero con conseguente scelta di un nuovo allenatore, che comporterebbe una ingente spesa da parte del club. Un contesto complicato che si aggiunge a quello sportivo: lontano dalla vetta in campionato, con più di un piede fuori dalla Champions League, la stagione nerazzurra per ora è decisamente fallimentare, alla luce soprattutto delle aspettative estive. Deludenti i risultati, deludenti anche le prestazioni di una squadra che appare sempre più vuota, in cui i trascinatori e uomini di fiducia di Conte come Vidal sono i primi a tradire e in cui nemmeno i big come Lukaku riescono a tirare fuori i compagni dalle difficoltà. Così anche il mercato diventa uno dei punti interrogativi, tra i problemi di adattamento di Hakimi e il rendimento tutt'altro che eccelso degli altri nuovi. Senza dimenticare Eriksen, sempre più oggetto misterioso, ridotto contro il Real Madrid a una passerella di pochi minuti. La luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana, però l'Inter ha bisogno di una reazione subito, perché nei prossimi giorni si giocherà una fetta importante di stagione, tra la sfida col Sassuolo di sabato e quella con il Borussia Moenchengladbach. Conte, che non parlerà in conferenza stampa alla vigilia lasciando spazio ai dirigenti per l'assemblea dei soci, spera di poter riabbracciare Marcelo Brozovic, guarito dal Covid e in attesa del via libera definitivo dopo i test da protocollo. La presenza dei dirigenti ad Appiano (l'ad Beppe Marotta, il ds Piero Ausilio e il vicepresidente Javier Zanetti) è anche sintomo che la società non sta abbandonando la squadra, ma servirà una scossa per non rischiare di buttare via la stagione già a dicembre.

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