Conte rassicura i mercati



IL PREMIER: IL DEBITO PUBBLICO È SOSTENIBILE E SI PUÒ RISANARE CON GRADUALITÀ

ROMA. Da un lato il premier Giuseppe Conte che rassicura sul risanamento del debito pubblico, dall’altro il rinvio in autunno del giudizio sull’Italia da parte dell’agenzia di rating Moody’s allentano il pressing sui titoli di stato italiani e il conseguente spread con i titoli tedeschi. I mercati regalano all’Italia una boccata di ossigeno dall’afosa temperatura estiva ma il timore che si possa abbattere una tempesta finanziaria sull’Italia resta. “Non cerchiamo alibi, lavoriamo con determinazione e convinzione al raggiungimento dei nostri obiettivi politici. Il debito pubblico è sostenibile e in ogni caso si può risanare con gradualità, ponendo attenzione alle ragioni della crescita” tranquillizza però il presidente del Consiglio commentando con il Corriere gli allarmi lanciati da esponenti di governo sul rischio di un attacco finanziario. E frenando i suoi ministri sul superamento dei vincoli finanziari: “Andremo per gradi. La prima cosa è far capire all’Europa il significato e la portata delle nostre riforme”. Anche il ministro dei rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro ostenta tranquillità: “I mercati sono preoccupati dall’instabilità” ma “ora c’è una maggioranza solida. Eventuali tempeste dei mercati non possono minacciare una democrazia sana” dice a La Stampa dove assicura: “Vareremo riforme che consentiranno di abbattere il debito pubblico e aumentare la domanda interna, sempre nel rispetto degli equilibri di bilancio. L’obiettivo è rilanciare la crescita, quindi io non temo attacchi”. Getta ancora acqua sul fuoco il M5s - “prima di arrivare al 3% ci sono moltissime risorse da recuperare” assicura la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli - mentre la Lega alimenta le fiamme. Lunedì il sottosegretario Giancarlo Giorgetti è arrivato ad ipotizzare uno sforamento del tetto del 3% del deficit per finanziare il piano infrastrutture. Ieri sempre il quotidiano torinese ha rispolverato le parole dette dal ministro Paolo Savona in Parlamento un mese fa quando ha evocato la possibilità di un aiuto finanziario russo per compensare il progressivo allentamento del quantitative easing da parte della Bce. Una scappatoia che non solo conferma i timori del governo su un attacco speculativo ma che rischia di suonare come una nuova provocazione nei confronti dell’Ue. “Andare alla ricerca di un nemico al giorno non ci aiuterà a risolvere i nostri problemi” dice il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani sul Corriere della Sera dove tuttavia promuove l’idea di sforare il tetto del 3% per mettere mano alle opere pubbliche: “Non solo è giusto, ma è possibile” osserva. Anche Renato Brunetta tira le orecchie alla maggioranza gialloverde. “La grande stampa finanziaria internazionale ha lanciato l’allarme sul rischio Italia, per effetto dei continui annunci da parte di noti esponenti del Governo” afferma il deputato azzurro che bacchetta anche Savona. Dopo “una dichiarazione del genere”, osserva, “come meravigliarsi se l’Italia potrà subire lo stesso trattamento” riservato dai mercati ai “paesi sovranisti?”.


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