Convergenza con Haftar


LIBIA/IL MINISTRO MOAVERO VOLA A BENGASI PER LA PACIFICAZIONE DELLA REGIONE

di Claudio Accogli


BENGASI. Italia in prima linea negli sforzi diplomatici per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia: il ministro Enzo Moavero Milanesi è volato a sor- presa a Bengasi, dove ha incontrato il maresciallo Khalifa Haftar, uomo forte dell’est acerrimo rivale del premier Fayez al Sarraj, con il quale si sono registrate “ampie convergenze”. Ma a Tripoli, dove regge la tregua tra milizie voluta fortemente dall’Onu, la giornata è stata segnata dall’attacco al quartier generale della Na- tional Oil Corporation (Noc), l’agenzia petrolifera libica.

Almeno 3 i morti, altri dieci feriti e diversi intossicati. Imprecisato il numero di attaccanti uccisi nel raid che ha posto fine all’assalto. Moavero a Bengasi ha avuto un “lungo e cordiale colloquio” con Haftar nell’ambito del “dialogo inclusi- vo”, ovvero aperto a tutti, caposaldo del- la strategia di Roma e dell’Onu. L’incontro “ha rilanciato lo stretto rapporto con l’Italia, in un clima di consolidata fidu- cia”, ha riferito in un comunicato la Far- nesina. Fra i due vi è stata “ampia con- vergenza per un’intensa cooperazione e sul comune impegno per una Libia unita e sta- bile”. Il maresciallo, dopo le stilettate di quest’estate contro Roma, ora invece “ap- prezza l’impegno di politica estera dell’Italia, ritenuto imprescindibile per la Libia”. L’incontro va inquadrato neglienimento del cessate il fuoco, il riposiz- ionamento militare delle varie fazioni (con alcuni poteri conferiti via decreto in questi mesi che “vanno aboliti”) e il rilancio dell’economia, attraverso un pacchetto di misure da concretizzare “entro una setti- mana”.Il malcontento della popolazione nella capitale, tutto rivolto contro il governo di unità di Fayez al Sarraj, è infatti incentra- to non solo sul caos della sicurezza ma anche sulle difficoltà economiche e socia- li. “Per molti, ogni giorno è un’emergenza personale”, ha detto l’inviato speciale, Ghassan Salamè al Consiglio di sicurez- za. La debolezza delle istituzioni gover- native è stato nuovamente confermato dall’assalto contro la sede della Noc nel- la capitale. Almeno sei uomini armati han- no lanciato l’attacco, con un certo numero di dipendenti “presi in ostaggio” per al- cune ore. L’intervento della Rada, la mili- zia salafita fedele al governo Sarraj, ha scongiurato il peggio.“L’attacco serve a dimostrare la fra- gilità della situazione sicurezza nel Paese”, ha incalzato la Noc. In assenza di rivendi- cazioni, si punta l’indice contro l’Isis. Sar- raj ha parlato di “terroristi” che “hanno approfittato degli ultimi scontri”. Confer- mando, ancora una volta, che la polveri- era libica rischia di tornare attraente per l’Isis e le fazioni combattenti africane legate ad al Qaeda. La Cia già corre ai ripari: i droni sono stati spostati nel nord- est del Niger, pronti a colpire in Libia.


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