“Così funzionava il clan”



ROMA. Una organizzazione in cui tutti i componenti “avevano la consapevolezza di farvi parte” e per tutti era ben chiaro il ruolo da svolgere. Carminati, il “portatore” di violenza con passato criminale, Buzzi “che mette a disposizione un capitale istituzionale e i rapporti con la ‘ndrangheta”. Le “cerniere” con la politica garantite da Panzironi e Gramazio.

Il secondo atto della requisitoria della Procura di Roma nel processo a Mafia Capitale ha fornito una sorta di radiografia di una parte dei 19 imputati a cui viene contestata l’associazione di stampo mafioso. Quella struttura criminale tracciata dall’accusa e che, a detta della Procura, “regge dal 2011” nonuscendo“depotenziata”dalleoltre cento udienze del processo.

Nel corso del suo intervento il pm Luca Tescaroli ha ribadito il ruolo di leader per i due imputati-chiave. “L’apporto di Carminati-ha sintetizzato il rappresentante dell’accusa-consente a Buzzi di azionare il sistema intimidatorio con la Pubblica amministrazione. Gli imputati sono consapevoli di far parte di una struttura organizzata che, con una sistematica attività corruttiva, ha condizionato gli appalti”.

La fusione tra due “articolazioni diverse fornisce una riserva di violenza e un capitale istituzionale”. Il clan

dialoga anche con altri gruppi criminali, come la ‘ndrangheta, in modo “paritario”. In questo contesto “Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero - ha detto Tescaroli - sono referenti della ‘ndrangheta a Roma e sono inseriti a pieno titolo nell’organizzazione romana”.

Nella ricostruzione dell’accusa ampio spazio è dedicato anche ai soggetti che hanno svolto il ruolo di collante tra il gruppo criminale ,i palazzi della politica e di conseguenza delle commessa pubbliche. Tescaroli si è soffermato sull’ex consigliere comunale Gramazio e sull’ex ad diAma Panzironi. “Gramazio - ha spiegato il pm - ha posto al servizio del sodalizio criminoso le sue qualità istituzionali. Ha svolto una funzione di collegamento tra l’organizzazione, la politica e le istituzioni”. Dal canto suo Panzironi “ha posto al servizio del sodalizio il diretto accesso con il sindaco Alemanno e ha fornito uno stabile contributo per l’aggiudicazione di appalti pubblici e per lo sblocco dei pagamenti in favore delle imprese riconducibili all’associazione”.

La requisitoria, che riprenderà il 26aprile,affronterà negli ultimi tornanti le figure di Carminati e Buzzi. Le richieste di condanna della procura sono previste per il 27 aprile. Se il calendario non verrà modificato la sentenza potrebbe arrivare nella prima metà di luglio.

Le difese entreranno in scena l’8 maggio e secondo quanto stabilito ogni settimana saranno affrontate 12 posizioni. L’auspicio del tribunale è di arrivare a giugno con le sole posizioni degli imputati-chiave da affrontare. Il 5 e il 6 giugno, in particolare, sono previsti gli interventi dei difensori di Salvatore Buzzi mentre il 12 e 13 giugno toccherà agli avvocati di Massimo Carminati.


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