Cresce l’attesa per l’assessore



ROMA. Dopo giorni pesanti, costellati da grane politiche e polemiche inter-movimento, Virginia Raggi tornerà in Aula martedì pomeriggio. La sua presenza è annunciata come primo punto dell’ordine del giorno dell’assemblea capitolina che recita sinteticamente: “Comunicazioni della sindaca”. Dopo la raffica di dimissioni dei primi di settembre e il dietrofront sul successore di Marcello Minenna, Raf- faele De Dominicis, cresce l’attesa per il nuovo assessore al Bilancio che dovrebbe essere annunciato proprio martedì. Intanto in difesa della Raggi si schiera Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma sospeso dal M5S per un’indagine a suo carico archiviata di recente. “Fare un tagliando al sindaco - dice - è di cattivo gusto. Il consiglio che le do è lavo- rare con autonomia e sulla base dell’intuito, per scegliere chi mettere in squadra”. Per Pizzarotti, “l’importante è farlo consultando i consiglieri comunali. Non ritengo giusto che sia messa a giudizio dai parlamentari, che non hanno mai amministrato”. “Il sindaco è eletto dai cittadini, e sono i cittadini a doverlo giudicare” è il suo affondo. Il riferimento è a quanto Beppe Grillo avrebbe detto ad alcuni esponenti del direttorio dopo i dissidi interni per le scelte di Palazzo Senatorio. Tra le prime e fondamentali mosse attese dalla sindaca per ricompattare attorno a sé il Movimento c’è il “no” ufficiale alle Olimpiadi del 2024: un responso che dovrebbe arrivare presto, la prossima settimana, forse dopo un incontro con il numero uno del Coni Giovanni Malagò. Sul nuovo assessore al Bilancio, invece, dal Campidoglio formalmente non arriva alcuna conferma sui tempi. Il refrain è sempre lo stesso: “Ci prendiamo il tempo necessario”. Ma il capogruppo del M5S Paolo Ferrara è convinto che il 20 settembre ci sarà l’annuncio: “Il nuovo assessore? Dovremo averlo per forza martedì perché senza, la delibera sui 18 milioni per Atac non può andare in Aula. A meno che, mantenendo le deleghe al Bilancio, relazioni la sindaca sulla delibera, ma credo sia una possibilità remota...”. Tra i nomi in pole per ora ci sono l’ex vicecomandante generale della Guardia di Finanza Ugo Marchetti (già ‘scelto’ da Marchini in campagna elettorale come suo “braccio destro e sinistro” in caso di vittoria alle elezioni) e l’ex ragioniere dello Stato Mario Canzio. Ma negli scorsi giorni sono circolati anche i nomi gli economisti Nino Galloni, Antonio Lacetra, Alessandro Pantoni, Massimo Zaccardelli e Lucrezia Reichlin. L’opposizione non si fa attendere e passa all’attacco. “Speriamo che Raggi comin- ci a governare interessandosi ai problemi dei cittadini e metta da parte le beghe interne al M5S - tuona il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera - dopo tanti giorni di attesa, martedì ci aspettiamo che si presenti in Aula con il nuovo assessore al Bilancio. E speriamo che il ‘casting’ a Cinque Stelle abbia individuato anche gli altri profili mancanti”. All’appello, oltre al responsabile dei conti, mancano ancora un capo di gabinetto, un amministratore unico per Ama e un dg per Atac. Mentre circolano rumors di fratture tra i consi- glieri pentastellati sulla sindaca.

“Ci sono opinioni differenti come giu- sto che sia in una famiglia, ma nessuna frattura - garantisce Ferrara - non c’è al- cun dubbio sull’unione attorno a Raggi”. “Governare Roma è più difficile che fare il presidente del consiglio - chiosa Ales- sandro Di Battista da Catania - noi dob- biamo, passo dopo passo, mattone dopo mattone, costruire normalità”. E intanto una pattuglia di pentastellati capitanata da Di Battista e da Luigi Di Maio lancia dalla Sicilia il guanto della sfida a Renzi: “Se vinciamo qui le regionali, nel 2018 Renzi va a casa”.


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