Crimini contro l’umanità



WASHINGTON. “Crimini contro l’umanità” per il blocco degli aiuti umanitari: i paesi del Gruppo di Lima chiedono alla Corte Penale Internazionale (Cpi) e al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu di intervenire con urgenza contro la “violenza criminale del regime di Nicolas Maduro”. Il Gruppo di Lima ha però escluso lunedì un intervento militare, raccogliendo i messaggi che arrivano anche dall’Ue - Spagna in testa - e gli avvertimenti a non spingere troppo sull’ acceleratore ribaditi più volte da Mosca e Pechino. A Maduro però importa solo degli Usa: “Non ho paura di Trump ma ho paura degli uomini di cui si circonda”, afferma sulla Abc definendoli “estremisti del Ku Klux Klan”. “Penso che a un certo punto Trump dirà basta e dovrà cambiare le sue politiche”, ha aggiunto dicendosi “pronto al dialogo” ma ammonendo anche il suo rivale Juan Guaidó che se tornerà in Venezuela “dovrà affrontare la giustizia perché la giustizia gli proibiva di lasciare il Paese”. Intanto è braccio di ferro al consiglio di sicurezza dell’Onu dopo che gli Usa hanno chiesto una riunione di emergenza: difficile però che si arrivi ad un voto, dato che Russia e Cina sono contrari ad ogni ingerenza esterna. In questa situazione di impasse si è inserito il nuovo presidente messicano,Andres Manuel Lopez Obrador, che ha offerto la disponibilità del proprio paese come sede di negoziati per trovare una “soluzione pacifica” della crisi venezuelana, sottolineando che, tra i diplomatici e leader convocati per il ruolo di intermediari, potrebbe esserci “anche Papa Francesco”. Nel frattempo è salito ad almeno 320 il numero di soldati e membri della Guardia Nazionale del Venezuela che hanno disertato e cercato asilo in Colombia dopo gli scontri di sabato, mentre è polemica per l’espulsione di Jorge Ramos, un giornalista statunitense di origine messicana dipendente di Univision, una tv Usa in lingua spagnola: è stato brevemente trattenuto all’ interno del palazzo presidenziale a Caracas con la sua troupe dopo un’intervista scomoda a Maduro, al quale aveva mostrato immagini di ragazzini intenti a cercare cibo nella spazzatura e fatto domande sulla “mancanza di democrazia in Venezuela, la tortura, i prigionieri politici e la crisi umanitaria”. Nel 2015 Ramos era stato espulso da una conferenza stampa dell’allora candidato presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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