Cupio dissolvi, dialogo platonico


MONTE OLIMPO/CONSIDERAZIONI SUL REFERENDUM DOPO LA BREXIT E TRUMP


Platone:

Carissimo, fedelissimo Fedone, che felicità vederti di nuovo qui ai miei piedi nel bar del Monte Olimpo, sorbendo il nettare degli dei e commentando quel che accade nel mondo qui sotto...

Fedone:

Venerabilissimo ed eccelso mio gran maestro... Mi trovate in una condizione psicologica e fisica di grande abbattimento dovuta al voto che si è avuto in Italia e che ha visto come conseguenza immediata le dimissioni del giovane e rampante Primo Ministro Matteo Renzi, soverchiato da una moltitudine di ‘no’ che ha stupito i suoi stessi più accaniti oppositori. (59,5 per cento dei voti contro il 40,4%).

Platone:

Giovane virgulto, quella “tramvata” il tuo energetico coetaneo se l’è andata a cercare personalizzando un referendum sulla modifica della Costituzione italiana che poteva avere anche qualche ragione di consenso, considerato che la gestione della cosa pubblica nella meravigliosa penisola è costantemente affaticata da una burocratica ipocondriaca burocrazia parlamentare e di tutte le istituzioni.

Fedone:

Oh mio maestro di vita, mi rendo conto che, con il dovuto rispetto, a voi questa tramvata ha fatto certo piacere considerando che non siete certo uomo di sinistra e mai lo foste nell’arco della vostra luminosa esistenza. Ma resta il fatto che il 59% dei consensi che sono andati al “no” in Italia partivano tutti da un’unica considerazione che è tipica delle consultazioni referendarie: la domanda di fondo che gli oppositori di Matteo Renzi sono riusciti a far filtrare nelle menti obnubilate di milioni di elettori è che c’era qualcuno che voleva distruggere la Costituzione italiana. Matteo Renzi c’ha messo molto del suo personalizzando un referendum che doveva invece avere solo una connotazione tecnica per cercare di rendere l’Italia un paese moderno e simile nella sua conformazione istituzionale alla maggioranza delle altre economie industrializzate. Ma non ce l’ha fatta anche se, tardivamente, alla vigilia del voto ha dovuto e voluto riconoscere di aver errato in questa sua strategia.

Platone:

E ti sembra poco?

Fedone:

Mio eccelso mentore, è il sistema referendario o para referendario che non funziona complice anche il popolo bue. Vorrei ricordarvi che l’8 e il 9 novembre del 1987 ci fu un referendum in Italia e tra i vari quesiti venne posta la domanda all’elettore: volete che vicino a casa vostra sia installata una centrale nucleare? La conseguenza di quel referendum fu che in Italia le quattro centrali nucleari già costruite furono smantellate e ancora c’è il problema dello smaltimento dei rifiuti nucleari. La corrente elettrica viene importata da centrali che sono immediatamente al di là delle Alpi. In Francia recentemente il responsabile del dipartimento nucleare ha diffuso un rapporto in cui si dichiarano le forti preoccupazioni per probabili incidenti che potrebbero verificarsi nelle centrali, senza considerare i pericoli del terrorismo. L’energia importata costa alle imprese italiane il 30% in più rispetto a quello che sarebbe costata se fosse stata prodotta sul territorio nazionale. Una falla nucleare in una centrale francese o slovena imme- diatamente si ripercuote sul territorio nazionale italiano; del resto basta pensare alle conseguenze di Chernobyl ed alla verdura e ai funghi italiani che non potevano essere considerati commestibili in quanto già inquinati da radiazioni... Poi, molto più vicino a noi, c’è stato il Brexit con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. A questo proposito basterebbe ricordare le interviste fatte immediatamente dopo a tanti votanti inglesi che dichiaravano di non sapere esattamente cosa fosse l’Unione Europea della quale comunque non gliele poteva importare di meno. A conferma dell’incredibile livello di abbrutimento culturale della nobile Gran Bretagna.

Platone:

Mi sembri come al solito molto radicale nelle tue affermazioni. Anche quel referendum inglese è stata una manifestazione della incapacità politica dell’allora primo ministro Cameron che ha creduto di poter avere una conferma del proprio status politico mentre è stato ricoperto da una valanga di voti contrari e ha dovuto anche lui dimettersi immediatamente dopo il voto.

Fedone:

Eccelso esempio di potenza intellettua- le: considerate che le elezioni dell’8 novembre negli Stati Uniti hanno rappresentato anch’esse una sorta di referendum nel quale hanno giocato le sollecitazioni populiste, la rabbia di una classe media impoverita e smarrita, il rifiuto della perpetuazione di dinastie monarchiche nella più antica democrazia moderna, ma soprattutto il rifiuto di tenere conto che un presidente diverso perché nero ha avuto in lascito dal suo predecessore repubblicano Bush due guerre sanguinose anche sul piano finanziario nazionale ed un disastro economico che ha avuto un effetto domino su tutti gli altri Paesi e che ancora la povera Italia sta pagando in termini sostanziali. Ma l’elezione di un palazzinaro come Donald Trump (una vittoria che grida vendetta perché la sua oppositrice Hillary ha vinto il voto popolare con uno scarto di oltre 2 milioni, ed anche questo è un problema da rivedersi per quanto riguarda la costituzione americana...) non farà stare meglio gli americani. Ed è sintomatico che pochi si siano ricordati che il nero della Casa Bianca ha ridotto la disoccupazione al 4.6%: un risultato eccezionale se è paragonato per esempio ai livelli di disoccupazione che affliggono il mercato del lavoro italiano.

Platone:

Mi stai confermando che tu ti eri innamorato di Matteo Renzi e del suo autoritarismo basato sul fiato e non sulla sostanza. Quanto al referendum che del resto noi ateniesi abbiamo inventato oltre 2000 anni fa si tratta dell’unico modo per far marciare avanti una democrazia ammesso che la parola potere del popolo abbia ancora un significato in questo millennio

Fedone:

Anche questo referendum in Italia ha dimostrato che, come è successo negli Stati Uniti recentemente, i media tradizionali non hanno più una presa decisiva sulle coscienze. Donald Trump ha fatto campagna tramite Twitter. Altrettanto dicasi per l’Italia dove la maggior parte delle opposizioni è riuscita a far breccia superficialmente sulla volontà dei votanti attraverso i media sociali. Si aggiunga poi che le super frequenti apparizioni del premier Matteo Renzi su tutte le televisioni hanno scatenato forse una sorta di bulinismo di immagine che si è ritorto in un boomerang mediatico contro il governo annullandone gli interessanti risultati che aveva ottenuto nei 1017 giorni di permanenza a Palazzo Chigi. Di quei 16 milioni di voti “no” come avranno votato i giovani? Io penso che molti abbiano voltato le spalle al giovane inquilino del governo per invidia, per depressione, per un futuro incerto e senza garanzie, per la mancanza di volontà di reagire, per la voglia di cambiare tutto per poi non cambiare nulla. Poi ci sono giustamente i voti di quelli che devono vivere con 500 euro di pensione al mese e non è che la mancia di 80 euro fatta da Matteo gli abbia attenuato la voglia di spaccare tutto. Matteo Renzi ha preso il governo quando il prodotto nazionale lordo italiano era con segno negativo e lo ha ricondotto ad un + uno. Ma alla gente di tutto questo non gliene importa un bel niente. Volete sapere chi è il vero vincitore di questa elezione? È Berlusconi che appollaiato su un ramo ha saputo giocare da avveduto ottantenne una sua battaglia a scacchi che lo porterà ad essere l’ago della bilancia per una trattativa che porti alla modifica di una legge elettorale elettorale da approvare entro brevi termini possibilmente con la previsione di inserire un meccanismo che eviti la presa di possesso del go- verno da parte del Movimento dei Cinque Stelle.

Platone:

E adesso che succede nel partito democratico? Matteo Renzi darà le dimissio- ni anche da segretario di quel partito che ha la maggioranza del Parlamento italiano?

Fedone:

Questa è una bella domanda, illustre maestro. Ci sono varie tesi che circolano tra cui quella che Matteo Renzi starebbe considerando la creazione di un partito di centro sinistra nel quale raccogliere anche una larga massa di consensi di conservatori disorientati da questo momento politico. Interessante è quanto ha dichiarato il giovane sindaco di Firenze Dario Nardella che ha detto che bisogna tener conto di quel 40,4% dei votanti che hanno dato la loro adesione al “sì”. Questi sono voti veri, ragionati e razionali, non di pancia, che hanno tenuto conto di quanto il giovane Matteo Renzi e i suoi ministri hanno saputo fare in quasi tre anni di governo. Così come sono voti veri quelli degli italiani all’estero che hanno votato per il 67% a favore del “sì’”. Ma non credo che Matteo Renzi darà le dimissioni da segretario del Pd anche se sicuramente in queste ore ne avrebbe forse voglia. Tenuto conto del misero comportamento dei dissidenti della sinistra del suo partito capitanati da Bersani (che continua nelle sue folli affabulazioni zoologiche del tipo “la mucca nel corridoio”) e da quel D’Alema che anche in quest’occasione ha confermato di essere il Terminator della politica italiana. Comunque è troppo facile dare per spacciato Matteo Renzi: è un tipo tosto che in questi tre anni di governo si è fatto una grossa preparazione ed esperienza nazionale ed internazionale. Sarà certamente ancora un gran protagonista sulla scena politica.

Platone:

Carissimo Fedone: come vedi questa volta ti ho fatto parlare sperando che la tua pressione arteriosa arrivata a un problematico livello potesse cominciare a scendere. Vedrai che tutto si sistemerà nella amata Italia come è sempre successo. Del resto pensa che in 70 anni si sono avuti in quel bellissimo paese 63 governi ed uno in più non farà certo male anche se durerà lo spazio di un mattino. Gli italiani sanno sopravvivere a tutto, soprattutto alle autorità che cercano di condizionarne i comportamenti. Gli italiani sanno come cavarsela e poi per loro fortuna esiste una criminalità organizzata che ormai si è este- sa a tutta la penisola e a livello internazionale tanto che riesce a controllare ogni attività economica e rappresenta quindi una vera e propria garanzia di progresso! Perché donne, gioco, droghe, corruzione, familismo, conventicole, mi faccio gli affari miei, si vende tutto a cominciare dal proprio corpo, morale inesistente, modelli etici scomparsi, chi se ne frega di quelli che hanno bisogno a cominciare da i migranti che rischiano la vita nelle traversate marine, tutto si compra compreso l’amore, questo e molte altre cose sono le note dominanti di un andazzo multietnico ma nello stesso tempo razzista che sta sconvolgendo gran parte delle nazioni industrializzate a livello planetario. Pochi ricordano l’avvertimento di quelli che negli anni 50, il Club di Roma, prevedevano che vi sarebbe stata una invasione dal Sud verso il Nord che avrebbe cambiato le carte in ta- vola. E’ quanto sta avvenendo e a noi qui nell’Olimpo non resta altro che stare a guardare con molto interesse. Del resto, mio giovane menestrello della parola, imperi e dinastie sono nati e sono morti e vale quello che diceva il mio connazionale Eraclito: “Panta rei”, tutto scorre e tutto si modifica. Arrivederci alla prossima e adesso fammi fare un riposino perché le tue elucubrazioni mi hanno un po’ appesantito.


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