Dal governo presto risposte ad Autostrade

NULLA DI UFFICIALE SULLO STOP AGLI INVESTIMENTI. IL MINISTRO DE MICHELI: DECIDE IL CDM



di Alfonso Abagnale

ROMA. Va avanti la sfida infinita tra il Governo e Autostrade per l'Italia sul nodo della concessione, dopo il crollo del ponte Morandi avvenuto nell'estate del 2018. Nei prossimi giorni il Governo fornirà alla società dei Benetton "risposta anche alle ultime lettere sulla base di un'analisi tecnica che ha una complessità enorme e per la quale è necessario dedicare un po’ di tempo", ha detto ieri la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, dopo che la scorsa settimana la holding Atlantia ha fatto sapere che "non è ancora pervenuta alcuna risposta alla proposta formale inviata da Aspi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 5 marzo, al fine di trovare una soluzione condivisa relativamente al procedimento di contestazione in corso ormai da quasi due anni" che riguarda la concessione. Qualsiasi decisione, ha ribadito la ministra De Micheli verrà "condivisa con il Presidente del Consiglio e con il Consiglio dei Ministri". Per quanto riguarda la sospensione degli investimenti da parte di Aspi, la titolare del dicastero di Porta Pia ha precisato che "ad oggi al ministero delle Infrastrutture non è arrivata nessuna comunicazione formale che Autostrade per l'Italia non voglia fare gli investimenti". "C'è questo comunicato stampa di venerdì, ma formalmente nes- suno ha scritto che non si realizzerà il piano di investimenti", ha detto De Micheli. "Piano che è ovviamente collegato alla soluzione che troveremo rispetto alla procedura di revoca a seguito della caduta del ponte Morandi", ha puntualizzato. Nel Cda straordinario della settimana scorsa, Atlantia ha dato indicazione ad Aspi di sospendere investimenti, per complessivi 14,5 miliardi di euro, a fronte delle difficoltà della stessa Aspi di ottenere liquidità "a causa dell'articolo 35 del Milleproroghe", che ha ridotto l'eventuale penale da 23 miliardi di euro che lo Stato avrebbe dovuto pagare in caso di revoca della concessioneE fonti vicino al dossier Auto- strade spiegano che non sono necessarie lettere formali per la sospensione degli investimenti e che la scelta di Aspi è dovuta ad un obbligo del codice civile che impone agli amministratori di verificare la continuità aziendale prima di assumere degli impegni di spesa. Poiché Aspi è in rosso di liquidità per il Milleproroghe e la crisi Covid ha provocato poi un crollo del traffico dell'80% con un rosso di cassa a giugno di 400 milioni, la società in questo momento ha ne- cessariamente quest'obbligo, hanno sottolineato le stesse fonti.

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