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Dall’Orto si dimette da dg



RAI/IL MANAGER HA LASCIATO L’INCARICO, DOPO IL COLLOQUIO DA PADOAN

ROMA. “In un incontro molto cordiale, il ministro Padoan ha preso atto della decisione di Antonio Campo Dall’Orto di rimettere il suo mandato di direttore generale Rai”. Con queste poche righe, Viale Mazzini ha comunicato la scelta del manager veneto di gettare la spugna dopo quasi due anni alla guida della tv pubblica. Nel faccia a faccia di circa un’ora e mezza al ministero del Tesoro è stato concordato che le dimissioni formali, che dovranno essere presentate al consiglio di amministrazione che lo ha nominato, arriveranno entro un paio di settimane. Il tempo necessario ad espletare le formalità burocratiche. E’ probabile però - fanno notare fonti di governo - che la lettera alla presidente Monica Maggioni arrivi già al- l’inizio della prossima settimana, per consentire la convocazione e del consiglio di amministrazione che dovrà accettare le dimis- sioni. Solo dopo la conclusione del G7 di Taormina, verosimilmente tra lunedì e martedì, entreranno nel vivo i contatti agli alti livelli governativi e di partito per arrivare al nome del successore. La scelta, al momento, è orientata verso una figura interna. In pole position ci sarebbe l’attuale ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco, che potrebbe accettare un incarico di solo un anno e mezzo e soprattutto mettersi immediatamente al timone. Un altro argomento fa preferire la scelta di un traghettatore interno: i compensi dei dirigenti Rai sono già entro il tetto di 240 mila euro, che per l’ingaggio di un manager esterno potrebbero non bastare. Non tutti nel Pd sarebbero d’accordo sul suo nome, preferendo un figura non di continuità, che garantirebbe una vera svolta nella gestione dell’azienda. Anche gli altri due favoriti nella corsa alla successione, al momento, sono ‘tecnici’: Luciano Flussi, ora a Rai Pubblicità, e Valerio Fiorespino, già responsabile delle Risorse umane. L’ex dg Claudio Cappon, in quanto pensionato, dovrebbe accettare un incarico gratuito. Coinvolti nei rumors di queste ore anche Giovanni Minoli, Paolo Ruffini, Nino Rizzo Nervo e Franco Bernabé, ipotesi ritenute al momento meno probabili. La decisione, in ogni modo, non potrà tardare. Non a caso Campo Dall’Orto ha illustrato a Padoan i quattro dossier caldi: la regolamentazione del tetto ai com- pensi degli artisti, il contratto di servizio, i palinsesti d’autunno e il piano informazione. Argomenti sui quali - ha fatto notare - sono già state avanzate proposte al consiglio di amministrazione, che ora potrà sottoporre le proprie osservazioni al futuro direttore generale. Con i palinsesti da presentare il 28 giugno a Milano e diversi big, come Fabio Fazio e Alberto Angela, che minacciano di lasciare l’azienda in caso di decurtazione dello stipendio, i tempi sono stretti. Per questo le tempistiche lunghe per il passaggio di testimone, trapelate dopo l’incontro, hanno generato malumori e sospetti tra gli esponenti Pd. “Quella del direttore generale è una presa in giro - attacca Michele Anzaldi -. Se vuole dimettersi deve inviare una lettera urgente alla presidente Maggioni. In questo modo sta giocando con un bene del paese e finisce con il danneggiare l’azienda”. Invita a far presto anche il consigliere Franco Siddi: “Il tempo può essere breve se azionista e cda convergeranno rapidamente sulle scelte previste, come ritengo doveroso”. Fiducioso appare l’altro consigliere Arturo Diaconale, il quale fa notare che “anche in attesa del prossimo dg si può operare ugualmente”. Per Forza Italia le dimissioni di Campo Dall’Orto decretano il fallimento di Matteo Renzi. Un’opinione condivisa dal Movimento 5 Stelle. “A questo punto è evidente che dovrebbe dimettersi tutto il cda - dice il presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico -, sempre che qualcuno non stia già programmando l’ennesimo inciucio”.


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