Dalle “bancarelle” un giro d’affari di 11,1 miliardi di euro



COMMERCIO AMBULANTE/MA PER ANVA CONFESERCENTI IL FATTURATO DI ATTIVITÀ ABUSIVE È STIMABILE IN 1,85 MLD

ROMA. Il commercio ambulante in Italia è un settore che nel 2017 coinvolge 191.535 imprese, occupa 217.139 addetti, per un fat- turato stimabile di circa 11,1 miliardi di euro. Più della metà delle imprese, 103mila, ovvero il 53,5 per cento del totale, sono straniere e quasi metà delle imprese operano al Sud del Paese (precisamente 47,3%), area in cui incidono sul totale delle imprese per il 4,5 per cento a fronte del 3,1 per cento della media nazionale, mentre al Centro Nord l'incidenza scende al 2,5 per cento. E' quanto risulta dall'indagine di Anva Confesercenti presentata in occasione dell'Assembla nazionale dell'associazione in un momento nel quale la crescita del settore si è arrestata e per la prima volta nel 2017 ha fatto registrare un saldo negativo di impre- se (-1,7 per cento, corrispondente a -3.227 unità), anche se i livelli occupazionali per il momento hanno tenuto. Un dato dovuto ad una ridotta natalità delle imprese dopo il fortissimo incremento in alcuni comparti come quello dell'abbigliamento in cui con la crisi il ricorso alla «bancarella» è diventato un punto di riferimento per i non abbienti. Ora però gli operatori di Confesercenti lanciano l'al- larme per la salute del settore e tornano a chiedere l'esclusione dal campo di applicazione della direttiva Ue Bolkestein "In 10 anni, il valore delle nostre imprese si è più che dimezzato, gli investienti crollati, i mercati sempre più accerchiati da abusivi ed incuria. Circa 7 miliardi di euro di valore economico andati in fumo, mentre noi siamo sempre più precari", sostiene il presidente di Anva Maurizio Innocenti chiedendo una nuova legge che cancelli i limiti al numero di concessioni, i riferimenti alla condizione reddituale e combatta l'abusivismo.L'associazione infatti denuncia il forte tasso di irregolarità nel commercio ambulante, un fenomeno con un fatturato stimabile di 1,85 miliardi di euro (16,7% del totale), con un corrispondente mancato gettito fiscale e contributivo valutabile in 967 milioni di euro. La quota di operatori fuori legge in prossimità dei mercati per intercettare i clienti attratti dalle aree mercatali è molto elevata, e stimabile in 15 operatori abusivi ogni 100 regolari (in Campania il dato arriva al 37%).


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