Davide all’Italia: sia civile



SUICIDIO ASSISTITO/LO HA SCRITTO IL 53ENNE DI MASSA CARRARA PRIMA DI MORIRE IN SVIZZERA

MASSA (MASSA CARRARA). "Spero tanto che l'Italia diventi un Paese più civile": è il 'testamento’ scritto da Davide Trentini, il 53enne di Massa che ieri è morto in Svizzera dove è 'emigrato’ nelle sue ultime ore di vita per ottenere il suicidio assistito. Lo ha scritto prima di partire per la sua "sognata vacanza", dopo anni di malattia. Ma già per la prossima settimana è pronto un viaggio simile: un'altra persona dall'Italia raggiungerà la Confederazione per cercare di porre fine alle proprie sofferenze con l'eutanasia. L'annuncio è di Marco Cappato e Mina Welby che ieri a Massa (Massa Carrara) si sono autodenunciati per aver aiutato Davide a morire. Così come fa, è la stima di Cappato, almeno un italiano al giorno scegliendo di varcare il confine per porre fine alla propria vita e alle proprie sofferenze, "anche se le autorità italiane lo sanno da sempre, ma fingono di guardare dall'altra parte". I due esponenti dell'Associazione Luca Coscioni sono rimasti per oltre un'ora dai carabinieri, facendo verbalizzare le loro dichiarazioni spontanee nelle quali, in pratica, si autoaccusano di aver aiutato Davide a smettere di vivere. Mina Welby lo ha accompagnato in Svizzera in un viaggio che non esita a definire "un calvario", per le sofferenze del 53enne. Un viaggio, quello della vedova di Piergiorgio Welby, compiuto pensando proprio al marito e a "proseguire quello che lui aveva cominciato. È stato un dovere farlo". Marco Cappato ha raccolto i fondi necessari al trasferimento attraverso Sos Eutanasia ed ha fatto il bonifico in Svizzera: era il 25 agosto quando la mamma di Davide ha telefonato chiedendo aiuto perchè il figlio aveva detto che "non poteva più aspettare". Entrambi potenzialmente 'colpevolì, dunque, per la legge italiana. Ma a deciderlo sarà la procura di Massa alla quale i militari trasmetteranno i verbali. "In tre anni si sono messe in contatto con noi, in forma non anonima, quasi 300 persone, e ad alcune di queste abbiamo fornito un aiuto anche pratico, per l'ultimo viaggio in Svizzera", ha detto Cappato agli investigatori fornendo anche i nomi delle persone che l'associazione Soccorso Civile ha aiutato fino ad oggi nel superare gli ostacoli della legislazione italiana. Quelli stessi che Davide Trentini ha indicato nella sua lettera prima di morire, confidando che l' Italia "faccia finalmente una legge che permetta di porre fine a sofferenze enormi, senza fine, senza rimedio, a casa propria, vicino ai propri cari, senza dover andare all'estero, con tutte le difficoltà del caso, senza spese eccessive". "Non ce la faccio proprio più senza nessuna prospettiva - conclude Davide nella sua lettera testamento - ogni giorno sto sicuramente peggio del giorno prima, e dopo una lunghissima riflessione ho deciso di andare in Svizzera per il suicidio assistito, devo ringraziare enor- memente l'Associazione Luca Coscioni, che ha fatto una raccolta fondi per aiutarmi nella spesa, e soprattutto Marco Cappato, sempre pronto ad aiutarmi anche dal punto di vista umano".


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